L’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna Giovanni Bissoni risponde al sottosegretario Eugenia Roccella invocando l’autonomia delle regioni sulla scelta di somministrare la Ru486 in regime di day hospital e non con il ricovero ospedaliero come avverrà in Toscana e Veneto e come vogliono i rappresentanti del governo. Addirittura Maurizio Gasparri chiede il carcere per chi non effettuerà il ricovero giustificando le sue parole con il fatto che va rispettata la legge 194. Roccella invierà alle regioni una lettera, «è il parere di compatibilità con la legislazione nazionale richiesto dalla direttiva europea sul Mutuo riconoscimento dei farmaci» ha spiegato ieri. E incalza sul fatto che le regioni dovrebbero tenere conto del parere degli esperti visto che la necessità del ricovero è contenuta nei due pareri dei Consiglio superiore della sanità.
Ma il dibattito sulla pillola abortiva entra anche nella competizione per le prossime elezioni regionali come in Piemonte (altra regione che ha scelto il day hospital) con il candidato leghista Roberto Cota che non manca di punzecchiare I’Udc alleata con Mercedes Bresso: «Cosa pensa in merito il partito di Casini? Niente immagino, perché ormai è interessato ad altro, ad una spartizione di poltrone che non avverrà». Donatella Poretti, radicale del Pd è sorpresa della decisione della Toscana, una delle prime regioni che ha fatto la sperimentazione e che utilizzava il day hospital. «Cosa è successo? – si chiede Paretti – E’ cambiato il ruolo dell’assessore alla Salute, Enrico Rossi, ora soprattutto candidato presidente della Regione che, pur non avendo stretto alcun accordo con l’Udc, non manca di essere compiacente all’elettorato di questo partito». La Ru486 approvata lo scorso luglio è di imminente arrivo negli ospedali italiani; una novità per il nostro paese mentre in Europa è realtà da decenni.
Su venti regioni solo cinque e la provincia autonoma di Trento (anche in questo caso è stato scelto il day hospital) hanno deciso le modalità di somministrazione. Ieri la candidata alle regionali dell’Umbria per il centro sinistra Catiuscia Marini ha detto «sarò molto ferma: c’è la legge 194 da applicare. Quindi sì alla RU486 con il vaglio medico scientifico, a cui spetta stabilire se vada somministrata in day hospital o in degenza ospedaliera». Le regioni come l’Emilia Romagna che hanno scelto il day hospital hanno predisposto un protocollo molto accurato di monitoraggio per le donne che utilizzeranno la Ru486. «Dire che la donna debba essere sottoposta a ricovero ordinario fino alla certificazione dell’avvenuta espulsione dell`embrione, verifica che peraltro si compie al quattordicesimo giorno, è un non senso – sottolinea l’assessore Bissoni – tra l’altro la donna, sotto la propria responsabilità, può firmare le dimissioni volontarie e lasciare l’ospedale». Ed è opinione di molti professionisti che il ricovero sia un`inutile vessazione che sarebbe da evitare.
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