Si chiuderà oggi, dunque con un giorno di ritardo rispetto alla data prefissata del 25 novembre, l’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486 voluta dalla commissione Sanità di palazzo Madama.
Per il momento la maggioranza tira dritta per la sua strada, conferma la volontà di chiedere uno stop precauzionale all’immissione in commercio del farmaco abortivo, in attesa di un parere del ministero della Salute sulla compatibilità con la legge 194, e attacca l’ostruzionismo dell’opposizione. «Trovo stupefacente – ha spiegato il presidente della commissione Antonio Tomassini a margine dei lavori questo pomeriggio – che l’opposizione non abbia trovato argomenti e faccia solo una tattica ostruzionistica».
Nel frattempo il Partito Democratico, dopo la riunione di gruppo di ieri mattina, alla quale ha partecipato anche la presidente Anna Finocchiaro, spiega che «non voterà il documento della maggioranza», considerato «strumentale» rispetto ad un legittimo provvedimento dell’Agenzia italiana del farmaco, e annuncia, con il suo capogruppo Dorina Bianchi, che il partito sta lavorando ad «un documento alternativo a quella della maggioranza e dei radicali», che sarà presentato questa sera alla ripresa dei lavori. «Una relazione il più corretta possibile, anche in relazione alle audizioni svolte», aggiunge Bianchi, sottolineando che al momento sulle conclusioni del testo «ci sono alcune divergenze» ma augurandosi che alla fine «si possa giungere ad un documento condiviso». È importante, ha poi aggiunto l’ex capogruppo Ignazio Marino, che «il Partito Democratico mantenga una posizione unitaria, e che si ponga nettamente alla Pdl sulla questione della Ru486».
Resta il nodo dei tempi: la maggioranza voleva chiudere la partita ieri sera, «per rispettare i tempi», chiosa Tomassini, mentre l’opposizione sembrerebbe orientata a sfruttare al massimo i tempi di discussione e a far slittare il voto a questa mattina. In base al regolamento, in linea teorica, in una indagine conoscitiva tutto il Parlamento potrebbe intervenire nella discussione della commissione. Intanto ieri mattina è intervenuto sull’argomento anche il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio:«La questione relativa all’immissione in commercio in Italia della pillola abortiva Ru486 è sul tavolo della commissione Sanità del Senato e non del ministero. Attualmente, dunque, non è un problema nostro».
E mentre Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha condotto la sperimentazione della pillola abortiva all’ospedale Sant` Anna di Torino, dichiara di essere «pronto a ripartire anche senza la registrazione del farmaco», a spezzare una lancia a favore del farmaco ci ha pensato il premio Nobel Rita Levi Montalcini:«Conosco chi l’ha scoperta, e posso dire che i suoi risultati sono straordinari».
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