«RICERCA, UNICA SPERANZA» (Il Mattino)

<b>21 Marzo 2003</b> – È stata la sua prima uscita in pubblico, dopo l'ufficializzazione della terribile malattia che lo ha colpito. Tra gli applausi scroscianti del pubblico, ieri mattina, Adriano Lombardi ha partecipato alla giornata di studio sulle cellule staminali, presso l'Istituto d'Arte di via Tuoro Cappuccini. L'incontro è stato organizzato dai Lyons Clubs Avellino Host e Avellino Principato Ultra, con la collaborazione del Provveditorato agli Studi, dell'Azienda Ospedaliera Moscati e degli Istituti Scolastici Superiori di Avellino e Atripalda. Un'aula magna gremita da centinaia di persone, soprattutto studenti accompagnati da dirigenti scolastici e docenti di ben 15 istituti superiori. E in particolare ai giovani si è rivolto il primo cittadino Antonio Di Nunno nel suo breve ma intenso intervento, reso ancor più significativo dall'ingresso in aula, proprio in quel momento, di Lombardi. " Mi rivolgo alle nuove generazioni, agli uomini che reggeranno le società del futuro – ha dichiarato il sindaco -. Devono essere loro a proseguire quanto noi abbiamo fatto finora. Per andare avanti nella ricerca sulle cellule staminali occorrono finanziamenti, impegno e tempi lunghi. Noi non vedremo i risultati dei progressi medici e scientifici, ma i giovani di oggi sì. È necessario capirne l'importanza, riflettere, agire e andare sempre avanti". Poi ha preso la parola Lombardi, capitano dell'Avellino ai tempi d'oro della serie A, attualmente costretto su una sedia a rotelle perchè affetto dal morbo di Gehrig. È intervenuto con la consueta schiettezza e determinazione. Davvero un grande esempio di coraggio e forza di volontà.

"Questa è mia prima uscita tra la gente. Non è stato facile superare il fastidio provocato dalla sedia a rotelle. Ma, pur di incontrare tanti giovani in una volta sola, ho superato il disagio. Il mio ottimismo e la voglia di guarire mi portano a sperare in una svolta nelle ricerche, anche se al momento manca una legge adeguata. Non credo e non voglio credere che per i primi risultati bisognerà attendere la prossima generazione. Io voglio esserci, ci spero ancora".

Al microfono si sono poi avvicendati gli addetti ai lavori, dopo un breve intervento del Provveditore Gennaro Iaverone. Approfondimenti sugli aspetti scientifici ed etici sono stati illustrati dai dottori Domenico Acierno, Giuseppe Perrotti, Antonio Di Benedetto, Giovanni Gerosolima, Vincenzo Iasevoli, Giulio Tarro e da Bruno Cavaliere. Seduti in prima fila, c'erano anche il dirigente scolastico dell'Istituto d'Arte, Antonio Moccia, deputato a fare gli onori di casa, il colonnello Antonio Gnasso, comandante della caserma Berardi, l'assessore comunale Antonio Gengaro e l'allenatore dell'Avellino Salvatore Vullo. Soddisfatto il presidente del Club Lyon Avelino Host, Attilio Santoro: "È stata una giornata di divulgazione scientifica destinata agli studenti, a cui tenevamo molto. Un momento di incontro e di confronto in cui abbiamo avuto l'occasione di far intervenire relatori illustri su un argomento tanto importante come le cellule staminali e presentare iniziative ormai imminenti come il Centro di raccolta sangue da cordone ombelicale".

"Cellule staminali. Trapianto o clonazione. Una nuova era etica o un nuovo caso Galileo? Speranze, timori, riflessioni": è questo il titolo della pubblicazione curata dal professore Giulio Tarro, presidente del Comitato Tema Nazionale e dal dottore Enzo Iasevoli, presidente del Comitato di Bioetica.

Un libretto di circa trenta pagine di approfondimento sul tema delle staminali, realizzato dai Lions Clubs, che ieri mattina è stato distribuito a tutti coloro che sono intervenuti alla giornata di studio.

<i>di Carla Botta</i>