E così, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, ai radicali è stata sbattuta la porta in faccia; la FED, GAD, Ulivo, Unione,insomma il centrosinistra, ha detto no alla richiesta di ospitalità di Pannella e Bonino. Il motivo per cui è saltato l’accordo per le prossime elezioni regionali sta tutto nel nome che i radicali hanno scelto per le proprie liste: quello del loro presidente, Luca Coscioni. Il merito di questo risultato va ascritto a quel partito che al Parlamento Europeo fa parte dello stesso gruppo dei radicali, a quel partito il cui presidente è stato segretario del Partito Radicale e che alle ultime elezioni americane tifava convintamente per il candidato Kerry il quale, durante tutta la campagna, aveva tra i suoi uomini simbolo l’attore ChristopherReeves, bandiera in America della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Proprio come Luca Coscioni in Italia.
Inaccettabile per la Margherita la presenza durante la campagna elettorale di una lista in grado di ricordare la battaglia per il referendum contro la legge sulla fecondazione medicalemente assistita,quella battaglia che ha visto scendere per le strade a raccogliere firme i militanti del maggior partito della coalizione, i DS, assieme a quelli di PRC, SDI, Verdi,Comunisti Italiani, Lista Di Pietro, Repubblicani e alla quale hanno aderito decine di migliaia di cittadini.
A sentire l’autorevole esponente del centrosinistra Rosy Bindi l’elettorato cattolico avrebbe girato le spalle alla coalizione e quale prova cita la valanga di mail ricevute in questo senso. Bindi, Castagnetti, Pistelli sostengono di difendere quello che per loro è il sentire dei cattolici, ma sono proprio sicuri che sia così?
All’epoca del divorzio si sostenevano più o meno le stesse cose, ma poi anche i cattolici votarono per il divorzio. Dietro i discorsi sulla necessità di tenere distinta la campagna
referendaria da quella per le regionali si cela, in realtà, la voglia di tenere lontani dal dibattito politico i radicali e silenziare così il referendum nella speranza di non far raggiungere il quorum alla consultazione popolare. Magari grazie anche a una data di svolgimento balneare. Per il raggiungimento di questo obbiettivo i massimi vertici delle gerarchie vaticane stanno efficacemente usando tutto il loro potere,continui gli incontri con i vari candidati di entrambi gli schieramenti, fortissimo l’appoggio ai vari comitati per il no i quali, in realtà, sono sempre comitati per l’astensione.
Tale appoggio probabilmente non è solo ideologico, se è stato possibile per un neo costituito comitato per l’astensione spendere migliaia di euro per inserzioni pubblicitarie sui maggiori quotidiani.
I governanti dello Stato Città del Vaticano sono consapevoli del fatto che se solo fosse permesso ai cittadini della Repubblica Italiana di essere ben informati sui rischi che per la salute delle donne comporta la legge 40, i sì ai quattro quesiti sarebbero l’assoluta maggioranza. Dunque la Margherita è riuscita nel suo intento, imporre all’Unione il proprio orientamento confessionale. Magli altri aderenti all’Unione non sentono il dovere di difendere con forza il sentire degli elettori laici, il principio dello laicità dello Stato, della libertà di scelta individuale, della libertà di cura e di ricerca?
Non ritengono di dover essere conseguenti con la scelta politica che li ha portati nelle strade assieme amilitanti radicali per la raccolta delle firme sui referendum?
Sono convinti che sia politicamente corretta la scelta di scacciare i radicali e Luca Coscioni, silenziando così l’impegno referendario, per non dispiacere le gerarchie vaticane?
Un’occasione per verificare le posizioni si presenterà tra pochi giorni, a liste per le regionali depositate e a campagna elettorale avviata.
In coincidenza con il congresso nazionale di Rifondazione Comunista a Venezia, sabato 5 marzo si terrà, presso l’hotel Ambasciatori a Mestre, un incontro pubblico sui referendum contro la legge 40/2004, prevista la partecipazione di specialisti che operano nel settore della fecondazione assitita, della ricerca medica e di associazioni di persone con problemi d’infertilità.
Organizzatori dell’iniziativa sono rappresentanti di partiti fortemente impegnatesi nella campagna di raccolta firme, anche appartenenti all’Unione. C’è da agurarsi che questi ultimi possano liberamente intervenire per illustrare le loro convinzioni e che la presenza del Segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni non provochi una nuova iniziativa di censura da parte della Margherita.
Inaccettabile per la Margherita la presenza durante la campagna elettorale di una lista in grado di ricordare la battaglia per il referendum contro la legge sulla fecondazione medicalemente assistita,quella battaglia che ha visto scendere per le strade a raccogliere firme i militanti del maggior partito della coalizione, i DS, assieme a quelli di PRC, SDI, Verdi,Comunisti Italiani, Lista Di Pietro, Repubblicani e alla quale hanno aderito decine di migliaia di cittadini.
A sentire l’autorevole esponente del centrosinistra Rosy Bindi l’elettorato cattolico avrebbe girato le spalle alla coalizione e quale prova cita la valanga di mail ricevute in questo senso. Bindi, Castagnetti, Pistelli sostengono di difendere quello che per loro è il sentire dei cattolici, ma sono proprio sicuri che sia così?
All’epoca del divorzio si sostenevano più o meno le stesse cose, ma poi anche i cattolici votarono per il divorzio. Dietro i discorsi sulla necessità di tenere distinta la campagna
referendaria da quella per le regionali si cela, in realtà, la voglia di tenere lontani dal dibattito politico i radicali e silenziare così il referendum nella speranza di non far raggiungere il quorum alla consultazione popolare. Magari grazie anche a una data di svolgimento balneare. Per il raggiungimento di questo obbiettivo i massimi vertici delle gerarchie vaticane stanno efficacemente usando tutto il loro potere,continui gli incontri con i vari candidati di entrambi gli schieramenti, fortissimo l’appoggio ai vari comitati per il no i quali, in realtà, sono sempre comitati per l’astensione.
Tale appoggio probabilmente non è solo ideologico, se è stato possibile per un neo costituito comitato per l’astensione spendere migliaia di euro per inserzioni pubblicitarie sui maggiori quotidiani.
I governanti dello Stato Città del Vaticano sono consapevoli del fatto che se solo fosse permesso ai cittadini della Repubblica Italiana di essere ben informati sui rischi che per la salute delle donne comporta la legge 40, i sì ai quattro quesiti sarebbero l’assoluta maggioranza. Dunque la Margherita è riuscita nel suo intento, imporre all’Unione il proprio orientamento confessionale. Magli altri aderenti all’Unione non sentono il dovere di difendere con forza il sentire degli elettori laici, il principio dello laicità dello Stato, della libertà di scelta individuale, della libertà di cura e di ricerca?
Non ritengono di dover essere conseguenti con la scelta politica che li ha portati nelle strade assieme amilitanti radicali per la raccolta delle firme sui referendum?
Sono convinti che sia politicamente corretta la scelta di scacciare i radicali e Luca Coscioni, silenziando così l’impegno referendario, per non dispiacere le gerarchie vaticane?
Un’occasione per verificare le posizioni si presenterà tra pochi giorni, a liste per le regionali depositate e a campagna elettorale avviata.
In coincidenza con il congresso nazionale di Rifondazione Comunista a Venezia, sabato 5 marzo si terrà, presso l’hotel Ambasciatori a Mestre, un incontro pubblico sui referendum contro la legge 40/2004, prevista la partecipazione di specialisti che operano nel settore della fecondazione assitita, della ricerca medica e di associazioni di persone con problemi d’infertilità.
Organizzatori dell’iniziativa sono rappresentanti di partiti fortemente impegnatesi nella campagna di raccolta firme, anche appartenenti all’Unione. C’è da agurarsi che questi ultimi possano liberamente intervenire per illustrare le loro convinzioni e che la presenza del Segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni non provochi una nuova iniziativa di censura da parte della Margherita.