Quattro anni, una vita

Luca Coscioni è morto il 20 febbraio 2006. In questi quattro anni le sue battaglie sono state portate avanti sul piano civile dall’Associazione sulla libertà di ricerca scientifica che porta il suo nome, su quello politico dai Radicali di cui fu presidente, e su quello della scienza da eminenti ricercatori e ricercatrici che non si arrendono alle ingerenze vaticane sulle decisioni governative in materia di ricerca in Italia. Riproponiamo in queste pagine l’ultimo intervento scritto da Luca per il nostro settimanale in occasione del convegno che organizzammo il 27 maggio 2005 a Roma per denunciare i divieti imposti dalla legge 40 e che il referendum voleva abrogare. Ricordiamo tutti come andò la consultazione, e sappiamo pure che oggi quei divieti sono stati in parte abbattuti a colpi di sentenze dei tribunali ordinari e della Corte costituzionale. Salutiamo la recente uscita dal Pd della senatrice Paola Binetti che da presidente del comitato Scienza&vita fu la paladina della feroce campagna antireferendaria della Cei guidata dal cardinale Ruini. Ma la "campagna" in difesa dei diritti costituzionali alla salute e alla libertà di ricerca medico-scientifica non è ancora vinta.

I malati di diabete, infarto, fibrosi cistica, ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, alcune forme di cancro. Osteoporosi, sclerosi laterale amiotrofica, persone con lesioni del midollo spinale possono sperare nella ricerca sulle cellule staminali embrionali. Secondo il rapporto stilato dalla commissione di studio nominata dal ministro Umberto Veronesi, e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco: « È possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui. L’utilizzo delle cellule staminali embrionali è imbrigliato in Italia dalla legge 40 sulla fecondazione assistita ma la ricerca scientifica deve poter fare il suo corso liberamente, come quello sulle cellule adulte, per conoscere quale prospettiva possa portare benefici alla salute dell’uomo e non per desiderio d`immortalità fisica che è ben lontana dalla mia concezione di vita, sapendo bene, come tutti, che la morte fa parte dell’esistenza umana. Vedere sconfitte malattie gravi come quelle neuro degenerative non vuol dire certo consentire all’uomo di allungare all’infinito la propria vita, piuttosto sconfiggere la morte come è stato nel passato con la scoperta degli antibiotici. I cittadini italiani, il 12 e il 13 giugno, sono chiamati alle urne su quattro quesiti referendari sulla fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica. Io voterò quattro "sì" perché sono affetto da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che condanna a vivere chi ne è affetto un’esistenza che diviene nel tempo una prigione orrenda, perché l’esistenza priva di speranza diviene buia e senza scopo; perché se per qualcuno la sorgente di ogni speranza umana è la fede religiosa, per altri, per molti altri, è la ricerca scientifica; perché la fine di un malato non è nella sua morte ma nel non aver più speranza, speranza negata dal dogmatismo, dall`assolutismo e dall`ignoranza. "Storie di speranza" è la sezione che il sito old.associazionelucacoscioni.it ha voluto dedicare alle persone che hanno scelto di raccontare la propria esperienza con la malattia e di dare una testimonianza a favore della battaglia referendaria, consapevoli di continuare a difendere, combattere e vincere la battaglia contro la malattia. Storie straordinarie di come la debolezza della malattia possa trasformarsi in forza per una battaglia di libertà e di civiltà per tutti. Storie d`amore, di amore per la vita, che possono servire a chi le ha lette per capire di più la sofferenza della malattia. E l`umiliazione dei fondamentalismi.  

© 2010 Associazione Luca Coscioni.
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