Procreazione assistita, FI si smarca. La Cgil spinge il “Comitato per il sì”

Mentre a Roma i Radicali di Pannella lanciano il loro ultimatum, sui quattro referendum inerenti alla legge sulla procreazione assistita, anche la Vicenza attraversata dai partiti comincia a delineare le sue divisioni e le sue suggestioni: il centro- sinistra caldeggia il sì, Alleanza Nazionale sostiene il no e Forza Italia lascia i suoi elettori liberi di scegliere. Una posizione, quest’ultima, che si è rivelata fra le più tardive del panorama politico e che, dunque, come lo stesso sindaco Enrico Hüllweck ha dichiarato un mese fa, non è stata immune dal vivere qualche iniziale imbarazzo interno. Ma ad esporsi e a zittire tutte le interpretazioni in mala fede ora ci pensa lei, "l’assessora" alle pari opportunità Francesca Bressan. «Sono felice che ci sia questo referendum – spiega la Bressan – la legge così com’era non andava bene, è solo frutto di un compromesso e pertanto non avrebbe mai potuto funzionare. Certo, ha avuto il merito di mettere un po’ d’ordine in un settore dove regnava il caos, ma si è voluto strafare regolamentando con eccessiva rigidità una dimensione privata ed ora le donne vogliono dire la loro. Lo possono fare grazie ad uno strumento di vera democrazia come un referendum». E per quanto riguarda i "consigli elettorali" di Forza Italia le precisazioni spazzano via ogni precedente ambiguità di posizione. «Forza Italia lascia liberi i suoi elettori di decidere in piena autonomia quale opinione esprimere nei quattro referendum previsti per giugno – puntualizza la Bressan – credo che questa sia la posizione più ottimale perché lo Stato non può entrare dappertutto, compresa la dimensione più privata della coppia. Non possiamo trasferire tutto sul piano politico, è necessario avere dei limiti oltre i quali siano le singole persone a decidere della propria vita. Insomma, il nostro partito, ai suoi elettori, consiglia solo di valutare tutti i pro e i contro di questa legge e di andare a votare ben informati e con coscienza». E ad informare i vicentini ci penserà l’attivissimo "Comitato per il sì", ricostituito ex gruppo già attivissimo nella sfida "firmaiola" nel precedente "Comitato per l’abrogazione". Una formazione trasversale, nata dall’iniziativa della segretaria Cgil Marina Bergamin e a cui aderiscono donne e uomini di tutte le formazioni politiche locali. La stessa Bressan, come già fatto in precedenza, ha già assicurato la sua disponibilità alla collaborazione. «Stiamo aspettando di sapere quale sarà la data esatta del referendum – racconta la Bergamin – dopodiché prepareremo un fitto programma di informazione e scenderemo di nuovo nelle piazze e nei mercati vicentini per incontrare la gente, sensibilizzarla alla problematica e fornire tutte le informazioni necessarie per arrivare al voto preparati. A tal fine, durante la nostra mobilitazione, coinvolgeremo i "saperi" a tutti i livelli: medici, ginecologi, filosofi, chiunque possa aiutare i cittadini a fare chiarezza sulla materia». «Il nostro principale obiettivo, naturalmente, è far vincere il sì – conclude la Bergamin – ma questo vuol dire innanzitutto attivarci per stimolare i cittadini a votare e riuscire a far raggiungere il quorum: cosa non facile, visto la scarsa affluenza ai seggi dimostratasi in Italia in questi ultimi anni».