PROCREAZIONE ASSISTITA: BUFERA UDC AL SENATO (CNNitalia.it)

<i>D'Onofrio minaccia: il voto o niente ddl Gasparri</i>

<b>25 Settembre 2003 – ROMA (CNN) – Se al Senato non si voterà al più presto la legge sulla procreazione assistita, l'Udc potrebbe ritirare il proprio appoggio al ddl Gasparri.</b>

E' bufera a Palazzo Madama con l'UDC che scende sul piede di guerra, contesta il calendario uscito dalla Conferenza dei capigruppo, accusa il Presidente del Senato, Marcello Pera, di far slittare alle "calende greche" e "sine die" l'approvazione della legge sulla procreazione, e minaccia di non votare il ddl Gasparri sulle telecomunicazioni. Il calendario prevede l'arrivo della legge finanziaria al Senato dal primo ottobre. Cosa che ha mandato su tutte le furie il capogruppo centrista al Senato, Francesco D'Onofrio: "Ciò impedirà il voto in Aula sulla fecondazione".

"Ieri all'Ufficio politico dell'Udc ho chiesto al gruppo della Camera di votare la legge Gasparri perché al Senato si voterà la legge sulla procreazione. Noi siamo in questa maggioranza perché il sì alla procreazione è uno dei motivi decisivi".

"La decisione di Pera – prosegue D'Onofrio – impedisce il voto in Aula sulla fecondazione, lo fa slittare 'sine die' per una legge che si trascina da oltre un anno. Il comportamento di Pera può concorrere anche a bloccare la legge Gasparri".

Il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ha invitato l'Udc ad un "ripensamento costruttivo".

"Ci spiace – ha spiegato Schifani – che l'Udc abbia assunto al Senato questa posizione e invitiamo il Gruppo presieduto dal senatore D'Onofrio ad un ripensamento costruttivo".

"Soprattutto alla luce del fatto che il testo è già all'ODG dell'Aula, ha già superato il voto sulle pregiudiziali e che, per norma regolamentare, soltanto l'unanimità di tutti i capigruppo potrebbe autorizzare la deroga alla norma procedurale secondo cui, in sessione di bilancio, l'Aula non può approvare leggi di spesa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte".

In un'intervista pubblicata giovedì dal Corriere della Sera, il leader dell'Udc Marco Follini aveva già sottolineato le proprie perplessità sulla legge Gasparri, evidenziandone due limiti, il Sistema Integrato della Comunicazione (Sic) e la privatizzazione della Rai.

"Non vedo margini politici per cambiare il testo – ha affermato Follini – Lo dico a malincuore ma è così".