Procreazione: ancora polemiche sulla data del voto

I comitati referendari sono pronti a mobilitarsi ed a presentare un ricorso alla Corte Costituzionale se il governo, come è nelle sue intenzioni, dovesse fissare a giugno la data del referendum sulla procreazione assistita.

Lo ha annunciato Marco Cappato, esponente dei radicali per il quale sarebbe pi ù opportuno votare a maggio e non a giugno, perchè « la partita non può essere truccata » . I referendari, infatti, accusano il governo di voler far svolgere il referendum in prossimità delle ferie estive in modo da favorire l’astensionismo. Anche l’astensione è legittima, sostiene Cappato, ma deve essere una scelta dell’elettore non « un’astensione materiale » Al governo i referendari fanno presente che la data di una votazione deve essere fissata scegliendo il giorno pi ù opportuno per facilitare l’elettore ad andare alle urne. E non ha senso, sostiene Cappato, la giustificazione che non si può fare il referendum a maggio perchè ci sono le elezioni in Sardegna. Questo, accusa, è solo un pretesto. Perciò i radicali invitano tutti i referendari a mobilitarsi e l’invito è esteso anche a quegli esponenti della maggioranza che sono per il sí al referendum.

Mercoledí pomeriggio ci sarà una prima iniziativa. Davanti a palazzo Chigi ci sarà un sit- in a sostegno del referendum. Il governo, ha dichiarato Lanfranco Turci, senatore Ds e membro del comitato promotore per il referendum, deve fissare la data al 29 maggio. Il suo auspicio è che la mobilitazione abbia successo ed aderiscano anche esponenti della maggioranza. Nella polemica viene chiamato in causa il cardinale Ruini. Secondo il capogruppo dei senatori Ds Gavino Angius il governo, nel ritardare la scelta della data del referendum in modo da favorire l’astensionismo, pensa alla « sollecitazione sbagliate ed improprie venute dal cardinale Ruini » . Sarebbe grave, sostiene Fausto Bertinotti ( Prc), se il governo « con una pericolosa caduta di autonomia rispetto a forze esterne » , cioè la Chiesa, si facesse protagonista di un « boicottaggio » di una « prova di democrazia » come il referendum sulla procreazione. Basta rinvii ed alibi, è la richiesta di Alfonso Pecoraro Scanio ( Verdi) per il quale si deve votare il 29 maggio. Siamo di fronte, accusa il leader dei Verdi, ad un « indecente balletto » sulla data del referendum che ha lo scopo di favorire l’astensionismo.

Il governo, secondo il portavoce nazionale del Nuovo Psi, Bobo Craxi, deve decidersi e scegliere la prima data tecnica utile « al fine di non incoraggiare la posizione astensionista » . Il Centro Italiano Femminile ( Cif) ha intanto deciso che si asterrà al referendum sulla procreazione assistita ed aderirà al « Comitato Scienza e Vita » nato per sostenere l’astensione al referendum. « La mia opinione è che sia una buona cosa partecipare al voto ed è quindi chiaro che auspico che venga scelta una data che favorisca la partecipazione e non la scoraggi » cosí il vicepresidente dei deputati della Margherita, Franco Monaco.