E’ l’allarme lanciato oggi da alcuni specialisti e associazioni di pazienti nel corso di un incontro a Roma. A un anno dall’approvazione e a due mesi dalla data fissata dal governo per il referendum sull’abrogazione parziale della legge 40, l’associazione ‘L’altra cicogna’, costituita da persone e coppie con problemi di infertilita’, in collaborazione con il ‘Comitato no alla legge 40′ e vari specialisti, ha infatti lanciato un grido d’allarme per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema infertilita’. Un’emergenza che in Italia colpisce una coppia su cinque.
”La legge 40 – ha affermato la presidente dell’associazione Laura Pisano – ha aggiunto ulteriori difficolta’ a quanti si trovano ogni giorno ad affrontare il delicato problema dell’infertilita’. Non solo il turismo procreativo e’ cresciuto del 20%, ma anche il tasso di gravidanze si e’ ridotto, di circa un terzo. Per questo – ha aggiunto – ribadiamo con forza la necessita’ di modificare una legge non solo inadeguata scientificamente ma anche ingiusta umanamente”.
In occasione dell’incontro, sono anche state presentate quattro testimonianze, tante quanti i quesiti referendari. C’e’ la storia di una signora romana che ha deciso di andare all’estero per poter congelare gli embrioni ed evitare cosi’ una nuova stimolazione, oppure quella di Lorenzo e Beatrice, marito e moglie entrambi portatori di talassemia cui la legge impedisce di accedere alla diagnosi pre-impianto. Ma ci sono anche storie a lieto fine, come quella di Federica, mamma felice di due bimbi nati grazie alla fecondazione assistita e di Alessandro, papa’ di tre gemelli che vorrebbe, con la moglie, poter donare alla ricerca scientifica sette pre-embrioni congelati.
La situazione attuale, pero’, continua a preoccupare notevolmente gli specialisti del settore. Tanti gli aspetti della legge ‘sotto accusa’, a partire dal divieto di congelamento degli embrioni: ”Il limite dei tre embrioni e il divieto di congelamento – ha affermato Ettore Barale dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa – hanno portato gli specialisti a dover aumentare i cicli di trattamento ormonale, con ripercussioni sulla salute psicofisica della donna, per cercare di mantenere le percentuali di successo. L’attuale legge – ha commentato l’esperto – ha favorito, con questi limiti, il paradosso delle gravidanze multiple nelle donne molto giovani e nessuna gravidanza in quelle piu’ adulte”. Un appello, quindi, a votare ‘si” ai quattro quesiti referendari per l’abrogazione parziale della legge 40 e’ venuto dal direttore dell’unita’ ospedaliera di infertilita’ di coppia, del dipartimento ostetrico-ginecologico dell’Universita’ di Milano, Guido Ragni: ”Diciamo si’ ai quattro quesiti referendari, in nome della deontologia medica e della liberta’ di cura e di ricerca. Diciamo si’ – ha detto Ragni – perche’ le coppie infertili e sterili possano trovare una risposta medica adeguata e realizzare il loro progetto di genitori tutelando la salute della donna; ma diciamo si’ – ha concluso l’esperto – anche per offrire ai pazienti una speranza di cura da gravi malattie, oggi incurabili, con lo studio sulle cellule staminali di origine embrionale”.