Liste “Luca Coscioni”, se possibile, ovunque, ma di certo nel Lazio. Marco Pannella detta così la risposta al “no” all’intesa elettorale per le regionali, deciso ieri dall’Unione. Il leader ha chiamato Radio Radicale di prima mattina, rilanciando la battaglia per«la libertà religiosa, della scienza, dalla politica del regime bipolare». Le liste con cui nè il centrosinistra nè il centrodestra hanno voluto apparentarsi, quelle con il nome di Luca Coscioni, saranno certamente presenti a Roma e nel Lazio, dove si considera più forte l’influenza del Vaticano sul voto (i radicali si battono per la libertà di ricerca genetica, avversata dalla Santa Sede). «Poi aggiunge – vedremo a liste costituite cosa succederà». Pannella prosegue dicendo che lo stop all’intesa imposto dall’Unione è una risposta «sbagliata e antidemocratica,inaccettabile perfino sul piano del galateo politico – dice Pannella – perciò la consideriamo nulla e non avvenuta». Segue l’appello all’ennesima mobilitazione(«servono tempo, denaro, generosità fiducia”), trasmesso quattro volte di seguito, a rullo, da Radio Radicale. Pannella conclude scandendo più volte: «Religione delle libertà, religione delle libertà, religione delle libertà». E poi: «C’è un’aggiunta per il Vaticano: so-do-mia… Anzi no, sbagliavo: si-mo-nia, si-mo-mia…».E poche ore dopo arriva la risposta di Romano Prodi. «Credo che sia stato un atto di coerenza e serietà, e credo che già amici radicali capiranno le ragioni profonde e il rispetto che abbiamo portato loro dicendo che l’accordo è impossibile», dice il leader dell’Unione da Bologna, al secondo giorno di lavoro alla Fabbrica del Programmi. Del resto mentre i radicali si riuniscono a Torre Argentina per valutare il fallimento dell’intesa con il centrosinistra, Clemente Mastella non è l’unico a gioire del mancato accordo.«Non c’erano, e non ci sono, le condizioni per un accordo», afferma il presidente dei Comunisti italiani Armando Cossutta.
Pannella: «Ovunque Liste Coscioni»
Nessun accordo con l’Unione, il leader radicale interviene alla radio: «Presentiamo subito le liste»