<b>01 Gennaio 2004</b> – Signor Presidente, buon anno! Buon anno e buon lavoro. Devo confessarle che, quest'anno, ho ascoltato il Suo discorso con un interesse maggiore degli anni passati. No, non sono uno di quei giacobini che aspiravano ad un discorso alla Coriolano di Shakespeare, sono un -uomo di mondo- e so che agli spigoli e alle asperità si deve preferire il buonsenso, un anestetizzante "Quieta non movere et mota quietare". Nonostante questo mio disincanto devo ammettere che quando Lei è giunto al termine della lettura del, brevissimo, foglietto ho provato quella delusione da "Sabato del villaggio" mi spiego o ci provo. Il 2003 era l'anno europeo dell'handicappato. Avrebbe dovuto essere un anno importante, un anno -pesante- che, dopo un periodo di distrazioni, doveva puntare i riflettori su una categoria di cittadini abituata a vivere nel cono d'ombra della distrazione o, peggio, dell'insofferenza. Le sole prede che gli handicappati sono riuscite ad -incarnierare- sono state: l'operazione "Dopo di noi" che si occuperà dei disabili una volta che i genitori verranno a mancare, e il progetto Stanca, un insieme di norme che permettono l'accesso dei disabili agli strumenti informatici (anche se per i privati il provvedimento non obbliga a promuovere l'accessibilità dei propri siti). Prede importanti ma, in occasione dell'anno europeo dell'handicappato, ci si aspettava di meglio, ci si aspettava di più: l'assistenza domiciliare per gli handicappati gravi che non si limitasse a poche ore e la commercializzazione dei libri su floppy. È incivile e incredibile che i disabili, impossibilitati ad accedere al cartaceo, non possano leggere. Basterebbe un libro su floppy per restituire, ai più colpiti, una possibilità di scelta che tutti hanno. Signor Presidente, il suo silenzio, sull'handicap e l'anno dell'handicappato, ha retrocesso in serie C una categoria di cittadini che già si trovava in serie B. Restando nella metafora calcistica Le chiedo: conceda all'anno dell'handicappato i tempi supplementari e dichiari il 2004 anno di recupero per i disabili.
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