<b>4 Aprile 2003</b> – Perugia – Le cellule staminali aprono nuovi spiragli per la ricerca scientifica. La scoperta porta la firma di uno studioso napoletano, laureato in Medicina all'Università di Perugia nel '96. Il dottor Giuseppe Testa ha messo a punto, nel laboratorio del professor Stewart all'Embl (laboratorio europeo di biologia molecolare) e all'Università di Dresda, una nuova tecnica per l'ingegneria genetica delle cellule staminali di topo per studiare i geni responsabili delle leucemie e di altre malattie umane. Fino ad ora la tecnologia era limitata a piccoli segmenti di Dna. Adesso la scoperta dei due ricercatori ha superato questo limite, riuscendo ad inserire in un gene di topo un complesso gruppo di mutazioni per studiare in che modo un gene, chiamato Mll, causa una delle leucemie più frequenti nell'uomo e in particolare nei bambini. «Abbiamo esplorato i limiti di questa tecnologia, lavorando con pezzi sempre più grandi di Dna», dice Testa. «Alla fine siamo riusciti a manipolare un intero cromosoma batterico artificiale che conteneva il nostro gene e l'abbiamo poi usato per trasferire tutte queste modifiche al gene del topo». Modifiche – come affermano i due studiosi – che chiariranno anche le cause della leucemia, ma non solo. Poiché questa tecnica viene utilizzata nelle cellule staminali embrionali servirà anche a studiare le proprietà delle cellule staminali embrionali e il loro potenziale terapeutico.
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