Da 5 mesi abbiamo deciso di costruire un archivio delle notizie riguardanti il Vaticano e dintorni pubblicate dalla stampa lucana. Piccole notizie dalla periferia “dell’impero”, che ci raccontano, magari da angolazioni particolari, una realtà locale e come su di essa si rifletta l’ offensiva clericale in atto. A qualcuno potrà sembrare una perdita di tempo, una amenità di qualche “pazzo malinconico”, noi, invece, riteniamo che il piccolo archivio, che giorno per giorno va arricchendosi, possa aiutare a capire il contesto nel quale siamo calati. Un giorno dopo l’altro, la stampa di Basilicata ci dipinge una realtà affascinante. Leggiamo di picchetti militari che accolgono Vescovi, di confini tra Curia e istituzioni che diventano estremamente labili, di amministrazioni comunali che sembrano diventare un’appendice di Santa Romana Chiesa.
Tra una notizia e l’altra: finanziamenti regionali e comunali che vanno ad irrobustire il potere finanziario Vaticano, Teo-Dc che organizzano manifestazioni a sostegno dell’esenzione Ici, miracoli che si tramutano in propizie occasioni per nuovo robuste dosi di manganellate e olio di ricino di matrice clericale, giornalisti che adoranti ci tramandono il verbo di vescovi, papi e cardinali, convenzioni regionali che mettono alcuni studenti nella condizione di dichiarare la loro fede e se il caso produrre certificati di battesimo come documentazione per l’iscrizione, lo sconvolgimento della toponomastica regionale, statue e monumenti piazzati all’entrata e all’uscita di piccoli centri, quasi volessero rappresentare le nuove colonne d’ercole del debordante potere clericale, divieti, diktat e alto là, inchini reverendari e assordanti silenzi.
Insomma, stiamo parlando di un controllo sociale che per qualcuno non esiste, di parrocchie che solo qualche mese fa sono state trasformate in cellule combattenti per la propaganda astensionista e antireferendaria e che, naturalmente, ancora oggi sono la punta di diamante di una offensiva neotemporalista che incombe sulle nostre teste. Nel frattempo, l’ennesimo tentativo di porre all’ordine del giorno la questione dell’aborto farmacologico sembra avviarsi al fallimento, per l’assoluta mancanza di “coraggio” di chi si dichiara laico, liberale, de sinistra. Forse, il ricordo della reazione scatenata dalla Curia Lucana nel 2002-2003 blocca gli slanci di numerosi compagni. Lo ribadiamo, nessuno vuole togliere il diritto di parola alla Curia, ma non possiamo accettare che chi ha la possibilità spesso e volentieri di parlare a reti unificate non possa essere oggetto di critica. Non possiamo accettare che il partito Cei, alimentato dal fiume di denaro proveniente dal meccanismo truffaldino dell’otto per mille, invada lo Stato trasformandolo in Stato etico e confessionale. “Signore aborro le sue idee ma darei la vita per consentirle di esprimerle”, diceva Voltaire. Noi senz’altro ci ispiriamo al grande illuminista francese nel nostro agire e proprio per questo non molleremo. Siamo fermamente convinti che uno Stato che si fa Chiesa e una Chiesa che diventa stato rappresentino un “male” da scongiurare, con effetti devastanti sulla fede e sulla religiosità. “Libera Chiesa in Libero Stato” o se volete “dai a Cesare quel che è di Cesare”, la nostra ferma convinzione che la laicità dello Stato e delle sue leggi rappresenti un presidio di libertà, iniziando magari dalla libertà di culto. La laicità dello Stato è la strada maestra da seguire per garantire libertà religiosa e di coscienza. Noi laicisti, intanto, abbiamo deciso di trasformare il nostro piccolo archivio in un ciclostilato, che faremo uscire quando potremo. Sono Notizie clericali che, ci auguriamo, aiutino anche altri a vedere con chiarezza il contesto nel quale stiamo precipitando. Osiamo sperare che al più presto le posizioni di trasformino in fatti e il pensiero in azione, che le “Notizie Clericali” spingano gli uomini e le donne di questa regione a mobilitarsi magari per dare coraggio a classi dirigenti troppo “prudenti” e “timorose”.