Adesso tutti se ne ricordano. «Ringrazio il sindaco Zaccheo che ha telefonato e dato la sua disponibilità – ha detto la moglie di Giuseppe Nardi, l’uomo di 54 anni che ha iniziato lo sciopero della fame – solo che vorrei ricordargli di quante promesse ci ha fatto in questi anni, dato che conosce mio marito da quando erano bambini. Ora spero che faccia realmente qualcosa». Il sindaco di Latina ha contattato il ministro della salute Francesco Storace, il quale ha promesso che si occuperà del caso di Giuseppe Nardi, tetraplegico, che sta facendo lo sciopero della fame per chiedere maggiore attenzione alla ricerca sulle staminali. «Ho cercato subito il ministro appena appreso della vicenda, anche se Nardi non risiede a Latina ho ritenuto di dover sollecitare Storace e debbo dire che è stato subito disponibile. I suoi uffici verificheranno la situazione ma lui ha detto che farà personalmente visita all’uomo». Dallo stesso ministero hanno preso contatti e per settembre si attende qualcosa di concreto.
Una lettera al ministro è stata spedita anche dal sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli. «Parliamo di un concittadino – ha spiegato il sindaco – del quale conosciamo bene le difficoltà e che già è seguito dai nostri servizi sociali, per il quale offriamo dei servizi dei quali ha diritto. Ma soprattutto ho scritto a Storace perché la sperimentazione è l’unica strada per arrivare alla soluzione di certe malattie e va sollecitata. Auspico che ci siano impegni concreti e che di fronte a questo Nardi cessi lo sciopero della fame».
Per il momento non ci pensa. «Vuole andare avanti – ha detto la moglie – finora ha ricevuto solo promesse, sto consultando dei medici per verificare cosa possiamo fare se dovesse decidere di non mollare. La situazione è difficile ma spero veramente che qualcuno ci possa aiutare». Dando un impulso alla ricerca e una speranza a Nardi: andare in Cina a fare da cavia come ha fatto Ambrogio Fogar. «Tanto – dice lui dal letto sul quale è immobilizzato – non ho nulla da perdere».
Una lettera al ministro è stata spedita anche dal sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli. «Parliamo di un concittadino – ha spiegato il sindaco – del quale conosciamo bene le difficoltà e che già è seguito dai nostri servizi sociali, per il quale offriamo dei servizi dei quali ha diritto. Ma soprattutto ho scritto a Storace perché la sperimentazione è l’unica strada per arrivare alla soluzione di certe malattie e va sollecitata. Auspico che ci siano impegni concreti e che di fronte a questo Nardi cessi lo sciopero della fame».
Per il momento non ci pensa. «Vuole andare avanti – ha detto la moglie – finora ha ricevuto solo promesse, sto consultando dei medici per verificare cosa possiamo fare se dovesse decidere di non mollare. La situazione è difficile ma spero veramente che qualcuno ci possa aiutare». Dando un impulso alla ricerca e una speranza a Nardi: andare in Cina a fare da cavia come ha fatto Ambrogio Fogar. «Tanto – dice lui dal letto sul quale è immobilizzato – non ho nulla da perdere».