Morto Paolo Ravasin, malato di Sla. Affidò al web il suo testamento biologico

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La Repubblica

TREVISO —È morto Paolo Ravasin, 53 anni, da 15 anni affetto da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), da nove anni imprigionato dalla malattia in un letto a Monastier, in provincia di Treviso, dove viveva con la famiglia. Ravasin è stato il primo ad affidare ad un video nel luglio del 2008 (trasmesso in internet dall’Associazione Luca Coscioni di cui era presidente onorario trevigiano), le proprie volontà, il suo testamento biologico.Il suo no deciso all’accanimento terapeutico.  

In particolare, Ravasin dichiarò: «Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca, oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale». Nel 2009 Ravasin, dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge Calabrò contro il testamento biologico rivolse un appello al presidente della Repubblica e a quelli del Senato e della Camera: «Questa legge — che non consente a me, che sono pienamente capace di intendere e volere, di rifiutare tali trattamenti — è manifestamente anticostituzionale». Napolitano accolse il suo «appassionato messaggio» pur ribadendo di essere tenuto «a un atteggiamento di rigoroso riserbo». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.