Lo hanno riferito i carabinieri, chiamati dagli operatori sanitari del 118 a constatare il decesso nell’appartamento di via Crescenzago dove Fogar, 64enne, risiedeva da anni.
Nato nel 1941 nel capoluogo lombardo, Fogar era divenuto famoso all’inizio degli anni 70 per le sue spedizioni, come il giro del mondo in barca a vela in solitario da est verso ovest, contro il senso dei venti e delle correnti.
Nel 1978 restò alla deriva per oltre due mesi su una zattera, dopo che al largo delle Falkland un’orca aveva affondato la barca con cui cercava di raggiungere l’Antartide insieme a un amico, morto nella spedizione.
Altra impresa famosa, il viaggio in slitta verso il Polo Nord, in compagnia del cane Armaduk.
Fogar è stato anche un personaggio tv — per sette anni ha presentato la trasmissione “Jonathan Dimensione Avventura” — e ha scritto numerosi libri. L’ultimo, “Controvento”, è uscito nel giugno scorso.
Di Fogar i giornali avevano parlato in quell’occasione, perché l’esploratore — che dall’incidente del 1992 viveva con una vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato — aveva annunciato l’intenzione di recarsi in Cina per sottoporsi a una cura sperimentale con cellule staminali.
“Non mollo. Spero un giorno di tornare a camminare con le mie gambe, non accetto che si arrenda chi ha la vita in pausa e non voglio credere di morire così, immobile”, aveva detto in un’intervista al Corriere della Sera due mesi fa.