« Fino a pochi anni fa si pensava che il genoma di una cellula differenziata fosse finito lì. Non era vero. Il genoma è molto più plastico. Ogni cellula contiene interamente il suo genoma. E' venuto avanti il concetto di riprodurre una cellula e farla diventare un'altra cellula, di rigenerare il tessuto con un altro tessuto. Da cento cellule cento embrioni e da questi nascono in media cinque animali. L'80 per cento dei cloni nati è vivo e sta bene».
<b>Dolly era vittima di un invecchiamento precoce? </b>
«Aveva i teloremi, ossia le estremità dei cromosomi, accorciati rispetto alla popolazione ovina con cui era stata messa a confronto. Però nessuno degli addetti ai lavori concorda che questo fosse un fattore determinante dell'invecchiamento. Tanto più che la stessa problematica non è stata riscontrata nei bovini clonati. Non possiamo escludere che la senescenza precoce sia imputabile alla clonazione ma non possiamo neppure darlo per scontato. Il topo Cumulina, fatto nascere alle Haway, è vissuto per due anni e quattro mesi quando la vita media dei topi è di due anni».
<b>La storia di Galileo. </b>
«E' nato da una cellula somatica prelevata da Zoldo, un toro di sette anni di razza bruna alpina. Una cellula somatica ricavata dai globuli bianchi del sangue. E' nato il 27 gennaio del '99. In settembre è stato esposto alla Fiera della zootecnia di Cremona. Quando la magistatura ha disposto il suo sequestro è rimasto per due mesi al Centro ippico di Crema.
<b>Problemi con Galileo? </b>
«Uno soltanto: non siamo mai riusciti a prelevare il seme. Un problema che condivide col 10 per cento degli animali che vivono in una struttura come questa».
<b>C'è il sospetto che sia nato vecchio? </b>
«La crescita è stata regolare. L'aspetto, la dentatura sono normali. Detto anche dagli allevatori che lo hanno visto. Non ha niente di diverso che lo identifichi per un clone».
<b>E' stato seguito in modo particolare? </b>
«E' nato con taglio cesareo, come tutti quelli che sono venuti dopo di lui, tranne uno. Nei primi tempi era un po' debole, come un bambino prematuro. Poi tutto è rientrato nella norma. Era un giocherellone, abituato a stare in mezzo alla gente»
<b>E dopo Galileo? </b>
«Nel 2001 sono nati tre cloni di un toro frisone. Lo scorso anno tre vitelle, due brune e una frisona. Dei tre frisoni uno era intrattabile, il secondo docile, il terzo una via di mezzo. Alla faccia del mito della clonazione. Il Dna non è tutto in un essere vivente».
<b>E' vero che dopo mucca pazza avete ricreato un intero allevamento? </b>
«Un'azienda del Lodigiano era stata distrutta dalla Bse. Abbiamo recuperato l'allevamento con una produzione di embrioni in vitro impiantati in altre vacche acquistate dai proprietari. Sono nati i primi quindici vitelli, che oggi si trovano a Luignano, nel Cremonese. Cerchiamo di eliminare il prione della Bse con la clonazione. Ma andiamo a rilento perché si dovrebbe lavorare sulle cellule staminali mentre lo facciamo con cellule adulte».
<b>E con i cavalli? </b>
«Siamo in attesa. Abbiamo impiantato degli embrioni. Le gravidanze sono in corso, durano undici mesi».
<b>Clonerebbe Varenne? </b>
«Se i proprietari sono disposti, sì. Noi lo siamo».
<i>di Gabriele Moroni</i>