<b>22 Settembre 2003</b> – Da cinque anni è «prigioniero» della sedia a rotelle, vittima di una malattia rarissima che in questi ultimi anni sta colpendo soprattutto ex calciatori. È la sclerosi laterale amiotrofica dei neuroni motori, o morbo di Gehring, dal nome del primo atleta cui fu diagnosticata agli inizi degli anni '40. Il triste destino toccato all'asso del baseball Henry Louis Gehring «Iron Horse» e ad altri campioni dello sport, non ha risparmiato un ingegnere di Traversetolo. Claudio Schianchi, nato a Parma 45 anni fa, tuttavia, una piccola battaglia contro il morbo l'ha già vinta: sta ritrovando la voglia di vivere e di comunicare agli altri, confermando che si può dare ancora molto, nonostante il pesante handicap. Dopo sei mesi in una stanza dell'ospedale San Sebastiano di Correggio, negli ultimi otto giorni è uscito dall'ospedale ben due volte, grazie ad un piano terapeutico personalizzato. E' tornato nella casa di famiglia nei pressi di Castione Baratti e, l'altro ieri, ha incontrato la figlia, nel maneggio Tre Colli di Rubbiano, nel Comune di Solignano.
In entrambe le uscite, Claudio è stato accolto dagli amici e dai conoscenti con sincero entusiasmo, affetto ed ammirazione per la sua straordinaria forza interiore. Quella di sabato, tuttavia, è stata una visita un po' speciale e non ha risparmiato momenti di emozione: Elisa, la figlia ventunenne, studentessa in architettura nell'Ateneo cittadino, ha accolto il padre in sella al cavallo «Ludovico» per fargli vedere i progressi degli ultimi tempi.
Claudio è giunto a Rubbiano nel pomeriggio a bordo di un'autoambulanza della Cri di Correggio, accompagnato da due degenti con le famiglie e dalla fisioterapista Enrica Mascolo, che da mesi lo sta seguendo nella fase riabilitativa.
Il calvario dell'ingegnere traversetolese è iniziato nel '97. A ricordare i primi sintomi, i dolori nel corpo e la progressiva perdita di forza è la mamma Valentina che segue il figlio con coraggio e con una forza d'animo veramente incredibile.
Laureatosi in ingegneria elettronica a soli 23 anni, Claudio ha bruciato le tappe anche nella carriera professionale. In ambito sportivo ha giocato in diverse squadre calcistiche nei campionati dilettanti nel ruolo di stopper e, dopo aver patito un infortunio al ginocchio, ha dirottato il suo interesse sportivo verso il tennis, sino ad aprire una scuola a Traversetolo. All'insorgere della malattia, Claudio era consigliere comunale di Traversetolo per l'Ulivo.
Nonostante la progressiva perdita di forza, Claudio non si è perso d'animo, riuscendo a concludere i restauri della casa di famiglia prima del ricovero. A sottolineare i progressi dell'ingegnere è la fisioterapista Enrica Mascolo. Nella struttura di Correggio, il reparto di riabilitazione cardiopneumologica del San Sebastiano, dove è attualmente in cura, è stato dotato di un particolare strumento comunicativo, un raggio laser che con minimi movimenti del capo permette di intercettare le lettere dell'alfabeto disposte su un'apposita tavola, sino a comporre parole e frasi. Dialogare con Claudio, scrive Luisa Cigarini, «è complesso ma non impossibile. Occorre un po' di pazienza».
Nonostante sia immobilizzato e aiutato costantemente da macchinari sofisticati che lo aiutano a respirare, a deglutire, ad alimentarsi artificialmente, con un pollice della mano, ancora mobile, riesce a manovrare il mouse di un personal computer e grazie ad un programma speciale, può comunicare con gli altri, ma soprattutto concludere il libro al quale sta dedicando il suo tempo.
<i>di Valentino Straser</i>