Ieri le prime due famiglie italiane sono partite alla volta del Ctci Center di Tel Aviv per ottenere infusioni di staminali fuori dal metodo Vannoni. Ma il professor Paolo Bianco, ordinario di anatomia patologica alla Sapienza di Roma, uno dei massimi esperti di staminali in Italia, mette in guardia: le staminali che curano tutto non esistono e dietro i viaggi dell’illusione «ci sono operazioni commerciali border line con la criminalità».
Nel mondo con le staminali curano di tutto. Ma le prove scientifiche d’efficacia quali sono? «Cominciamo col dire che non esistono “le staminali”. Esistono quelle del sangue, quelle dell’osso chiamate impropriamente “mesenchimali”, quelle della pelle, quelle del muscolo, e sono diverse le une dalle altre. Alcune si usano già in clinica, e curano o guariscono alcuni malanni: del sangue quelle del sangue, della pelle quelle della pelle. Ma non esiste ad oggi nessuna possibilità di curare malattie neurodegenerative. “Le staminali” non curano oggi né i tumori, tranne quelli del sangue, né l’Alzheimer, né il diabete, né la Sla. Non ne esiste alcuna evidenza».
Vuol dire che molti intraprendono viaggi delle illusioni più che della speranza? «Dico che in molti Paesi vengono somministrate, a pazienti disperati, “terapie” immaginarie. Spesso le “staminali”, in quello che viene somministrato, non ci sono proprio. In ogni caso non c’è la possibilità di un beneficio, e sono somministrate a pagamento».
A volte si somministrano dentro sperimentazioni cliniche o sbaglio? «No, ma quei “trial clinici” sono spesso una copertura. Si chiama “turismo staminale”. E un’operazione commerciale a volte border line con la criminalità».
Ma in Europa le regole sono rigide… «Infatti il turismo dilaga in tutti i Paesi in cui mancano agenzie regolatorie autorevoli e la politica è debole o corruttibile. In alcuni Paesi, per esempio il Messico, le leggi sono state cambiate per favorire il commercio di terapie “staminali” inesistenti. Lo si è cercato di fare anche in Italia nell’aprile scorso, quando cavalcando il caso Stamina, furono esercitate pressioni su Ministri e Parlamento per derubricare a “trapianti” le terapie cellulari. Dove le agenzie autorevoli ci sono, come in USA ed Europa, ci sono ugualmente soggetti commerciali che cercano di forzare le regole e aprire il mercato».
Alcuni scienziati propongono di velocizzare l’iter di approvazione dei trattamenti a base di staminali non equiparandoli più a farmaci. Cosa ne pensa? «Quello che si vuole non è “velocizzare”, cosa che tutte le Agenzie regolatorie cercano di fare. Quello che si vuole è che sia permesso di vendere terapie senza doverne provare l’efficacia. A questo serve dire che “non sono farmaci”. Certo che se si autorizza il commercio di un farmaco senza doverne provare l’efficacia, l’approvazione è “rapida”. Peccato che si approvi ciò che è inutile e dannoso».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.