di Filippo Ceccarelli
Per chi abbia qualche ritegno a classificare, o meglio a liquidare i personaggi della vita pubblica con l’unico e fulminante criterio della coerenza, o dell’opportunismo, o ancora peggio del cambio di gabbana, il caso di Marcello Pera appare un enigma addirittura incandescente.
A parte Ruini, le messe al Senato e i libri con il Papa, cosa muove Pera a dettare un comunicato sulla sua personale partecipazione all’allestimento del presepe a Palazzo Madama? Cosa porta il presidente del Senato non tanto a spingersi fra le braccia della Chiesa, che sempre tanti laici ha accolto, ma a farlo con l’ardente ostentazione di chi è guidato da un giudizio