La legge di nuovo in aula?

Avvenire

In coda a quote rosa, legge comunitaria e garante per l’infanzia, il ddl Calabrò sul testamento biologico, ieri all’ordine del giorno nel calendario di Montecitorio, slitta ancora. Di rinvio in rinvio, perché il testo licenziato dal Senato più di due anni fa giunga al giudizio di merito da parte dell’aula della Camera si dovrà attendere fino alla prossima settimana. E quanto conferma Domenico Di Virgilio, parlamentare Pdl e relatore del disegno di legge. La decisione verrà presa oggi dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, ma nelle complesse alchimie del calendario parlamentare potrebbe finalmente crearsi il varco giusto per giungere al voto dell’articolato, dopo i primi giudizi – tutti positivi – dell’aula sulle questioni preliminari. Il sottosegretario alla Salute Eugenio Roccella ha sempre ribadito di voler completare la discussione prima dell’estate. Dopo la
bocciatura, il 7 marzo, delle pregiudiziali di costituzionalità e della richiesta di sospensiva presentate dalle opposizioni che miravano ad affossare la legge, si dovranno esaminare gli emendamenti (alcuni presentati dalla stessa maggioranza, altri dall’Udc) e votare i 9 articoli del ddl. Il testo dovrà infine tornare a Palazzo Madama per prendere in esame tutte le variazioni introdotte dalla Camera al testo Calabrò uscito dal Senato nel marzo 2009. La battaglia degli emendamenti – ben 2000, la metà presentati dai Radicali – si preannuncia infuocata, ma i tempi per l’esame del testo renderanno i lavori più veloci. Com’è noto, l’Udc si è pronta a votare a favore, così come qualche deputato dell’opposizione (Fli inclusa), mentre alcuni componenti della maggioranza hanno già anticipato la loro posizione dissenziente. L’esito delle votazioni sinora affrontate ha sinora mostrato che la legge è appoggiata da una maggioranza bipartisan ben più ampia di quella che sostiene il governo.

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