L’embrione è una persona?

La fecondazione assistita ed il secolare dibattito sviluppatosi all’interno della Chiesa

Pochi giorni dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, che ha dato il via libera a quattro quesiti che chiedono l’abrogazione parziale della legge sulla fecondazione assistita, il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel suo discorso al Consiglio permanente della Cei, svoltosi a Bari nello scorso mese di gennaio, ha proclamato un categorico rifiuto a qualunque cambiamento della legge che potrebbe evitare i referendum. Secondo il cardinale, le modifiche proposte “non sarebbero in alcun modo migliorative della legge”. Nella stessa circostanza, il porporato ha avanzato critiche alla legge finanziaria varata dal Governo Berlusconi ed al disegno di legge meglio conosciuto come norma salva-Previti. Premesso che, a mio parere, il cardinale Camillo Ruini ha assunto, ancora una volta, posizioni chiaramente in conflitto con la sovranità dello Stato italiano e, quindi, con la separazione della sfera civile da quella religiosa, non v’è dubbio che le predette esternazioni dell’alto prelato sul delicato argomento della fecondazione assistita abbiano ulteriormente confuso, anche fra gli stessi cattolici, il dibattito aperto nel Paese; in particolare dopo l’auspicio che il cardinale Ruini ha fatto di un massiccio astensionismo, per la consultazione referendaria, così da impedire il raggiungimento del quorum, con inevitabile annullamento del risultato del referendum. Non è tuttavia delle rare o frequenti incursioni del Vaticano nella sovranità dello Stato italiano che voglio scivere oggi. M’incuriosisce molto di più il fatto che l’attuale Chiesa gerarchica, arroccata su posizioni dogmatiche sulla legge 40, abbia totalmente dimenticato un secolare dibattito sulla dignità dell’embrione, che ha visto impegnate alcune tra le più grandi figure della teologia cristiana. Dall’antichissimo dibattito sono emerse chiare e inconfutabili verità, che non dovrebbero essere ignorate dall’attuale gerarchia ecclesiastica. Dunque, considerare l’embrione un essere umano perfettamente formato, non appartiene ad una tradizione teologica consolidata nei secoli, che, al contrario, ha dimostrato che l’anima viene infusa da Dio solo quando il feto è già formato. A tale proposito il Genesi (2,7) usa una espressione alquanto chiara: “il Signore formò l’uomo con la polvere del suolo e gl’ispirò nelle nari un alito di vita, e l’uomo diventò anima vivente”. Dal che si desume che nella Bibbia prima Dio crea il corpo e successivamente gli soffia dentro l’anima. E’ tuttavia inevitabile chiedersi a che punto della formazione del feto viene infusa l’anima, che ne fa una persona umana. Per rispondere a tale quesito è necessario ricorrere a San Tommaso d’Aquino, per il quale i vegetali hanno anima vegetativa, che negli animali viene assorbita dall’anima sensitiva, mentre negli esseri umani queste due funzioni vengono assorbite dall’anima razionale, che è quella che rende l’uomo dotato di intelligenza e ne fa una persona. Secondo San Tommaso d’Aquino, Dio introduce l’anima solo quando il feto acquista gradatamente prima anima vegetativa e successivamente anima sensitiva. Solo a quel punto, in un corpo già formato, viene creata l’anima razionale (“Summa”, I, 90). L’embrione ha solo l’anima sensitiva (“Summa” , I, 76, 2, e I, 118, 2). Nella “Summa contra gentiles” (II, 89) si ripete che vi è un ordine, una gradazione nella generazione, “a causa delle forme intermedie di cui viene dotato il feto dall’inizio sino alla sua forma finale”. Non è superfluo ancora ricordare che nel Supplemento alla “Summa Teologica” (80, 4) si afferma che gli embrioni non parteciperanno alla risurrezione della carne, prima che in essi sia stata infusa un’anima razionale. Molti altri grandi teologi hanno sostenuto, sulla dignità dell’embrione, opinioni ugualmente approfondite e convincenti. Rimane quindi da capire quali sono i veri motivi che hanno indotto l’attuale Chiesa gerarchica a scegliere, sulla fecondazione assistita, una posizione così rigidamente dogmatica. Si vuole forse rimettere in gioco anche l’aborto? E’ del tutto evidente infatti che se diventa intoccabile un embrione di poche cellule, analoga tutela deve essere usata anche nei riguardi del feto. Ma su questa strada la Chiesa gerarchica difficilmente riuscirebbe a conseguire risultati favorevoli. A mio parere, su un tema di principio come la fecondazione assistita è necessario che nel Paese si sviluppi un ampio ed articolato dibattito, assolutamente non dogmatico, non settario; occorre analizzare, ragionare, confrontarsi, rifuggendo da ogni forma di settarismo fondamentalista. E’ essenziale inoltre un’adeguata informazione, soprattutto da parte della televisione pubblica, con una campagna onesta e sopra le parti. Diversamente gli italiani non saranno liberi di scegliere.