Ne parlo perché nello stesso giorno è apparso un mìo articolo in cui ricordavo le difficoltà che si manifestarono nel mettere insieme forze riformiste cattoliche e socialiste in un partito che sul terreno delle riforme etico sensibili si comporti come i partiti del socialismo democratico europeo.
Lo stesso Acquaviva ci ricorda che dal punto di vista della gerarchia cattolica rispetto al 1944/45, quando scese in canpo la Dc come partito dei cattolici democratici, la situazione non è molto diversa perché il problema che permane è quello del contributo che i cattolici debbono assicurare alla politica nel la gestione rinnovata e cristianamente ispirata dalla cosa pubblica.
La gestione cristianamente ispirata nel momento in cui si è (discussa la legge 40 (fecondazione assistita) l’abbiamo vista. E come si concilia questa «gestione» con l’autonomia dello Stato così come l’interpretarono i partiti liberali e socialisti europei? La discussione continua.