“Io ministro gay mi sposerò a Westminster”, intervista a Chris Bryant

Francesca Paci

chris bryantContraddizioni dell`Europa a due velocità: hanno fatto prima a cadere i pregiudizi verso gli omosessuali che quelli reciproci tra i 27 Paesi membri. La Germania ha incaricato degli affari esteri il leader liberaldemocratico gay Guido Westerwelle, in Olanda c`è la titolare dell`agricoltura Gerda Verburg, l`ex Segretario di Stato francese ai Rapporti con il Parlamento Roger Karoutchi ha fatto outing pochi mesi fa. Chris Bryant, classe 1962, laurea in teologia,

è il nuovo ministro britannico per l`Europa: il primo parlamentare di Sua Maestà ammesso a sposare il suo compagno alla Camera dei Comuni, nel palazzo di Westminster. A Bruxelles, nel frattempo, non si è ancora trovata una politica estera unica. L`Europa, il matrimonio a marzo. Come si sente ministro?    «Sorpreso dal fatto che qualcuno voglia sposarmi», scherza seduto nel suo ufficio al Foreign and Commonwealth Office. Parla spagnolo, francese e un po` d`italiano, eredità dell`ex compagno. Le sue nozze sono un traguardo anche per l`emancipato Regno Unito. «La Chiesa anglicana, di cui ero pastore, è più aperta ai gay di quella cattolica. Il nunzio papale a Londra sostiene che l`omosessualità minacci il mondo più del cambiamento climatico». Gli obiettivi del suo incarico politico appaiono più complicati. Il sostegno del partito socialista europeo alla candidatura di Massimo D`Alema frena la corsa di Tony Blair alla presidenza? «L`Europa deve imporsi con voce unica sulla scena internazionale popolata da attori come Cina, Messico, India, Brasile. Nel dialogo difficile con la Russia o l`Iran serve qualcuno che possa prendere il telefono e parlare chiaramente con qualsiasi leader mondiale. Ecco perché Blair è il nostro candidato e sarebbe bizzarro che l`Europa se lo lasciasse sfuggire». Perché, quando era al potere, Tony Blair ha mancato l`occasione di portare Londra definitivamente in Europa?    ` «Blair ha fatto molto per l’Europa, è stato il leader più coerente nel sostenere l`allargamento. Sbaglia chi pensa che siamo cattivi europei: sul mercato comune, sull`allargamento, sull`attivazione delle direttive nelle leggi di Bruxelles, abbiamo cinque stelle d`oro». Eppure restate sulla porta: fuori da Schengen e dall`euro, dentro quando il principe Carlo riceve 200 mila sterline l`anno in sussidi all`agricoltura. «Abbiamo delle difficoltà con Schengen perché siamo un`isola con confini complicati e la sicurezza è importante. Ma siamo tra i maggiori contribuenti dell`Unione e vogliamo un cambio nel budget perché riteniamo che investire il 40% nelle politiche agricole sia due volte sbagliato, danneggia i Paesi poveri e inchioda l`economia al secolo scorso. Quanto all`adozione dell`euro voi italiani dovreste preferire un rinvio: con la sterlina debole Londra è diventata accessibile». Per anni quando l`Europa chiamava la Gran Bretagna nicchiava, appagata dal proprio isolamento. Ora Francia e Germania non mostrano più tanto interesse. Come mai? «Non è stato Sarkozy a dire di amare Gordon Brown, ma non sessualmente? Il presidente francese e il premier britannico sono amici, si rispettano. Dobbiamo essere pragmatici sull`Europa. Ho paura che i Tory, per esempio, siano troppo dogmatici. La Gran Bretagna ha tratto vantaggio dal mercato europeo, molti ingegneri pendolano per lavoro tra il Galles e la Francia, il Belgio, la Germania. Non sento ostilità da parte del continente». Il leader dei conservatori David Cameron ha dovuto rinunciare al referendum sul Trattato di Lisbona spaccando l`elettorato Tory. Sarà l`Europa a salvare i laburisti? «Cameron promette e non mantiene, la gente comincia a perdere fiducia in lui. Ha provato a rilanciare garantendo che se sarà eletto premerà per rinegoziare i capitoli sociali e aprire nuove discussioni sul Trattato, ma è un`altra bugia: nessun Paese europeo vuole un nuovo round di revisione. Non crediate che i conservatori abbiano già vinto solo perché sono avanti nei sondaggi, il vantaggio che avevano nel 1991 non gli ha evitato la sconfitta». Nel decennio laburista oltre un milione di persone ha ottenuto il passaporto britannico, ora Gordon Brown restringe i parametri. E` la fine del sogno anglosassone di migliaia d`immigrati? «L`immigrazione è positiva, molte economie europee non potrebbero sopravvivere senza. Ma dobbiamo bloccare gli ingressi clandestini e assicurarci che quelli regolare siano di valore. Abbiamo introdotto il sistema a punti affinché arrivino persone qualificate».

 

@ 2009 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati