Intervista a Lorenzo D’Avack: “No, una decisione corretta. Così si tutelano i nascituri”

Corriere della Sera

«Una sentenza scontata. Non è definitiva. L’eccezione di incostituzionalità sollevata da tre tribunali era basata su una sentenza della Corte di Strasburgo poi riformata in secondo grado». Professor Lorenzo D’Avack lei è un giurista e vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica. Il divieto di eterologa è illegittimo? «Non è illegittimo. Ritengo che un legislatore possa scegliere di dare precedenza al diritto del nascituro rispetto al diritto della coppia di avere una discendenza. Siamo l’unico Paese europeo a prevedere un divieto così totale dell’eterologa ma è una scelta lecita che privilegia il minore». E favorevole alla fecondazione eterologa? «Da bioetico è un divieto che non condivido». Crede che la Consulta nel rimandare la questione ai tribunali se ne sia lavata le mani? «No, è una linea corretta. Ci sono stati casi in cui hanno trovato pretesti per rimandare questioni spinose. In questo caso ne avevano motivo».