Intervista a Beatrice Lorenzin – Il ministro Lorenzin: capisco il dolore ma servono certezze

Il Giorno
Paolo Verri

Ministro Lorenzin, per Stamina bocciatura senza appello. Eppure tante famiglie ci credono o ci hanno sperato.

«Ci ho sperato anche io. E con me tutto il Parlamento che ha approvato quasi all’unanimità la legge che consentiva la sperimentazione in deroga del metodo Stamina impegnando anche tre milioni di euro. Guardi, se solo avessimo trovato un appiglio avremmo proseguito la sperimentazione».

Vannoni ha criticato la composizione del Comitato e le conclusioni alle quali è giunto. I familiari dei pazienti in cura o in attesa del metodo Stamina replicano le sue parole.

«Dalla scienza pretendiamo risposte ma non le accettiamo quando deludono le nostre aspettative; e cercando conforto al dolore abbandoniamo la ragione della scienza e ci consegniamo alla speranza di pratiche tutt’altro che rigorose, spesso con la complicità interessata di chi cerca, in politica e nei media, facile consenso sfruttando il dolore».

Quindi nessun pregiudizio nei confronti di Stamina?

«Nel Comitato scientifico abbiamo nominato alcuni dei massimi esperti italiani nella ricerca sulle staminali, scienziati di livello mondiale, e anche una rappresentanza delle famiglie con pazienti colpiti da malattie rare. I loro curricula sono sul sito del Ministero, perché noi abbiamo agito col massimo della trasparenza in ogni passaggio di questa vicenda».

Ma a Brescia, dove ci sono malati in cura, che succederà adesso?

«Questo lo deciderà presto il Tar della Lombardia e non io. Noi abbiamo dovuto prendere atto delle conclusioni del Comitato che definisce il metodo inadeguato, non riproducibile e potenzialmente pericoloso. E il parere dell’Avvocatura dello Stato è stato conseguente».

Intanto le proteste fuori dal Parlamento proseguono.

«Questa vicenda, a mio avviso, non avrebbe dovuto varcare le soglie del Parlamento né finire sulle strade ma rimanere nell’ambito della scienza e delle regole che contraddistinguono tutte le scoperte nel mondo».

Molte famiglie in tv a protestare per il blocco, quelle dei bambini affetti da Sma invece hanno scritto “certo non brindiamo ma almeno abbiamo avuto chiarezza. Adesso si facciano nuove sperimentazioni”.

Cosa dice loro?

«Che istituzioni e comunità di appartenenza non hanno saputo dare loro un adeguato sostegno in un momento drammatico della loro esistenza. Io ho profondo rispetto per il loro dolore, sono stata a trovare molti di loro ma lontano dagli show. Adesso lavorerò perché i tre milioni di euro destinati a questa sperimentazione possano essere destinati alla ricerca sulle malattie rare, che ha bisogno di sviluppare nuove scoperte e non business, speranze concrete e non illusioni».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.