Int. a E.Bonino: “POLITICA DEBOLE E SINISTRA TROPPO TIMIDA”

di Barbara Jerkov
Emma Bonino: ormai solo Ciampi e i radicali difendono lo Stato laico

ROMA – Disdire il Concordato, perché qualsiasi altra risposta a questo punto sarebbe insufficiente. E poi scrivere a chiare lettere nel programma elettorale del centrosinistra quattro punti qualificanti: l’impegno a non toccare la legge 194, introduzione dei Pacs, modifica della legge 40 sulla ricerca scientifica e avvio di un grande dibattito sull’eutanasia. Di fronte all’ultimo affondo della Cei, l’ennesimo, Emma Bonino indica la ricetta dei radicali e della Rosa nel pugno.
«Martellanti, eh, questi vescovi?», sorride ironica l’ex commissario europeo. Poi, facendosi subito seria: «L’ingerenza della Chiesa si è fatta ormai insostenibile».

I vescovi fanno i vescovi, che si aspettava?

«Nessuno, certamente non noi, vuole togliere alla Chiesa il diritto di esprimersi. Però allora si abolisca il Concordato».

Cosa c’entra?

«Con queste interferenze quotidiane sono loro ad aver di fatto decretato il superamento del Concordato. Non sì può avere tutto: i benefici previsti dal Concordato e le interferenze. Eh no, o l’uno o le altre».

Questa sul Concordato non rischia di essere una provocazione fine a sé stessa?

«Noi radicali siamo abituati a combattere battaglie che all’inizio sembrano di pochi e poi diventano di tutti».

Lei come se lo spiega questo intensificarsi di interventismo da parte della Chiesa?

«Sono alcuni anni che cerco di allertare tutti. Già nel 2001, quando sì discuteva la legge sulla fecondazione asistita, tutta la campagna elettorale la facemmo chiedendo ai vari leader, D’Alema, Berlusconì, Prodi. di pronunciarsi».

Ebbene?

«Niente, non ci tu verso. Anzi, ricordo che furono proprio Stefania Prestigiacomo e Margherita Boniver a dire: guardate che qui non è solo un problema di ricerca scientifica e di procreazione assistita, perché di fondo c’è un attacco molto chiaro all’interruzione volontaria della gravidanza. Insomma, c’erano già tutti i sintomi di un attacco massiccio ai diritti civili. E infatti qua stiamo».

Sta dicendo che c’è una responsabilità della politica per non aver saputo reagire in tempo?

«Soprattutto, della politica. E’ rimasto Ciampi, noi e pochi altri a ditendere ostinatamente uno Stato laico».

E il centrosinistra, in tutto questo?

«C’è stata sicuramente una timidezza eccessiva da parte della sinistra. Da parte dì Rutelli addirittura un appello esplicito all’astensione sui referendum, peraltro dopo aver votato in Parlamento a favore della legge 40, più chiaro di così… Ecco, come si sarebbe detto nell’Ottocento io invece voglio vivere in un paese di libera Chiesa in libero Stato».

Certo fa un pò impressione risentire uno slogan che dovrebbe essere acquisito da un paio di secoli.

«Dì questo, lo ripeto, dobbiamo ringraziare la debolezza della classe politica italiana».

Boselli ha chiesto a Prodi di prendere un impegno esplicito a non toccare la legge 194 se andrà al governo.

«Mi sembra davvero il niinimo. E d’altra parte è importante, proprio dì fronte a questo martellamento, andare anche oltre, aprire un grande dibattito culturale nel paese. Una riscossa di valori è l’unica difesa possibile, la strategia dell’acquiescena l’errore peggiore».

Ci saranno anche altre richieste della Rosa nel pugno per il programma dell’Unione?

«Certamente i Pacs, e questo sarà un punto su cui non transigere. Poi aprire un dibattito sull’eutanasia. E tutta la battaglia che già oggi sta tacendo l’associazione Luca Coscioni per rivedere la legge 40. I cittadini devono sapere che più saremo forti, più daranno forza concreta alla difesa dello Stato laico».