Il profeta muto

Alessandra Longo

 Il 22 febbraio di quattro anni fa, fu celebrato a Orvieto  il funerale laico di Luca Coscioni, morto a  39 anni di Sla, sclerosi laterale amiotrofica. In  pochi, tranne i radicali, sembrano ricordare oggi la  sua straordinaria battaglia di giovane leader per la  libertà di ricerca, di coscienza, per il diritto di ogni  individuo a decidere della propria vita e della propria  morte. Il mensile dell`Associazione Coscioni  dedica al «Profeta Muto» 27 pagine.  Come pietre le parole di José Saramago: «Se noi  vivessimo in un mondo giusto, capace di non  confondere ciò che è bene con ciò che è male, la lotta  coraggiosa di Luca sarebbe sfociata in un movimento  sociale forse inarrestabile. Non è colpa  esclusivamente di Berlusconi: c`è anche l`apatia  generalizzata delle persone». 

© 2010 Associazione Luca Coscioni.
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