Il Papa contro la pillola abortiva. I Pacs? “Un grave errore”

[inline:1]Benedetto XVI incontra gli amministratori locali del Lazio. A due giorni dalle manifestazioni a favore della 194 e delle unioni civili

ROMA – I Pacs? “Un grave errore”. La pillola abortiva? “Da evitare”. Parla il Papa agli amministratori pubblici del Lazio e rinnova la condanna esplicita del Vaticano alla RU486 e alle unioni di fatto tra omosessuali. Lo fa a due giorni dalla duplice manifestazione, a Milano e a Roma, a favore della 194 e dei patti civili di solidarietà.

Lo fa usando parole chiare, esplicite anche se mai pronunzia la sigla del farmaco o l’acronimo coniato per indicare le unioni civili. Sulla pillola abortiva già distribuita in alcuni ospedali, il Papa ha pronunciato una sentenza senza appello: “Bisogna evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell’aborto, come scelta contro la vita. Occorre tutelare la vita nascente”. E per far questo, Benedetto XVI ha chiesto agli amministratori pubblici che abbiano “cura affinché non manchino concreti aiuti alle gestanti che si trovano in condizioni di difficoltà”.

Difesa della vita e della famiglia “fondata sul matrimonio”. Nessun’altra formula accetta il Vaticano. I patti civili tra omosessuali sono “un grave errore. Oscurare il valore e le funzione della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione i propri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è in realtà effettiva esigenza sociale”, è sbagliato.

La condanna è netta anche se risaputa e ribadita. Parole che pesano e ribadiscono l’ira della Chiesa contro il raduno organizzato sabato mattina, a Roma, a favore dei Pacs.

“Il matrimonio come istituzione – ha spiegato il Papa – non è un’indebita ingerenza della società o dell’autorità. L’imposizione di una forma dal di fuori è invece esigenza intrinseca del patto dell’amore coniugale”, e per questo va tutelata. Ancora un consiglio agli amministratori che lo ascoltavano: “Sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e nell’educare i figli. Vengono subito alla mente problemi come quelli dei costi degli alloggi, degli asili nido e delle scuole materne per i bambini più piccoli”.

E una parola, Benedetto XVI, l’ha riservata anche ai malati e agli anziani, spesso dimenticati da una politica orientata unicamente alla razionalizzazione della spesa pubblica: “Desidero incoraggiarvi – ha detto il Papa agli amministratori locali – negli sforzi che state compiendo in questi ambiti e sottolineare che,in campo sanitario, i continui sviluppi scientifici e tecnologici, come anche l’impegno per il contenimento dei costi, vanno promossi tenendo però ben fermo il superiore principio della centralità della persona del malato”.