Forse la chiesa sta davvero scegliendo di percorrere una strada più morbida, e la comprensione manifestata a Suard la riserverà anche ai divorziati, alle coppie di fatto, agli omosessuali?
“Siamo qui solo per ricordare e pregare per don Suard il nostro caro parroco, che il Signore lo accolga in cielo” ha detto uno dei due organizzatori della cerimonia in memoria di Suard.
E come non concordare? Non dovrebbe esserci vendetta e acrimonia nei nostri animi, verso i morti poi, che spreco! Lo sforzo di preghiera per Suard non dovrebbe però autorizzare a rimuovere dalla mente le altre persone coinvolte in questa storia. La ragazzina, la sua famiglia e tutti quelli che sono ancora vivi e che scontano sulla propria pelle la durezza clericale che sembra ammorbidirsi solo in alcuni casi, con una logica del tutto inintelligibile e spesso con pochissima di quella carità cristiana che si invoca quando gli smarriti appartengono alla nostra cerchia.
