Fa discutere la "doppia firma" di Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e candidata per il centrosinistra alle regionali. Da un lato, infatti, ha sottoscritto il patto di programma con gli alleati dell’Udc, il cui primo punto recita che la centralità della persona «impone la tutela della vita e della salute»; dall’altro visitando domenica 28 febbraio un banchetto dei radicali ha firmato la petizione per abolire l’obbligo di ricetta perla "pillola del giorno dopo".
«Le raccolte di firme sono scelte personali e non dell’istituzione che si rappresenta – minimizza Franco Borgogno, portavoce della Bresso -. Trattandosi di contraccezione, viene fatta per evitare l’aborto, per cui non c’è nulla di strano nel facilitare l’uso degli anticoncezionali». Eppure, secondo Mario Eandi, farmacologo all’Università di Torino e presidente della Conferenza regionale dei comitati etici, la pillola «può avere un effetto abortivo qualora fosse già avvenuta l’ovulazione, perché impedirebbe l`annidamento dell’ovulo già fecondato». In senso ginecologico non è considerato abortivo «solo per un problema di definizione tecnica, perché si parla di aborto quando c’è già stato l’impianto, ma dal punto di vista morale la questione è problematica».
Eandi sostiene che «considerati gli squilibri ormonali che può provocare, non si può pensare che scombussolare tutto il ciclo biologico della donna sia la cosa migliore. In casi eccezionali può avere un senso, ma pensare di farla diventare un metodo anticoncezionale, come purtroppo tende a essere oggi soprattutto per gli adolescenti, senza supervisione medica, è una scelta problematica». Cosa ne pensa la Bresso delle obiezioni? «Sull’uso dei medicinali – spiega il suo portavoce – si pronunciano commissioni mediche, se ci sono controindicazioni, nel momento in cui si fa una legge, queste ovviamente sono valutate».
Secondo Alberto Goffi, segretario regionale dell’Udc, il patto firmato con la Bresso garantirebbe il mondo cattolico «perché qualunque iniziativa che dovesse contrastare con i principi per noi non negoziabili troverà da parte nostra uno stop molto forte. Considero la decisione di firmare per l’iniziativa radicale come un atto personale, che per nessuna ragione può diventare una proposta amministrativa». Ma per Enzo Ghigo, coordinatore del Pdl in Piemonte, quella della Bresso è «una vera e propria presa in giro nei confronti dell’Udc».
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