VICENZA
I dg delle Usl: «Sì al testamento biologico»
Appello dei direttori generali mentre continua il dibattito sul
registro comunale
VICENZA — Nel Vicentino si contano cinquantasette «casi Englaro», persone in coma che non rispondono
più a nessuno stimolo, ricoverati negli ospedali e nelle strutture di lungodegenza della provincia. I direttori
generali delle quattro Usl (Bassano, Vicenza, Thiene, Arzignano) si dichiarano tutti favorevoli
all’introduzione del testamento biologico, perché «la medicina avanza e salva più vite, ma sempre più
spesso vi sono pazienti costretti in questo stato». Sul tema c’è anche chi va al di là dell’attuale proposta di
legge, il ddl Calabrò, come il dg di Arzignano Renzo Alessi: «Sono senza dubbio favorevole anche ad un
testamento biologico che comprenda la sospensione dell’alimentazione forzata. Ma la legge deve lasciare
spazio anche alla volontà dei parenti più vicini».
A Vicenza proseguono in queste settimane i lavori della commissione istituita dall’amministrazione
comunale per studiare la possibilità di aprire un registro pubblico per i testamenti biologici. Il tema era
stato in precedenza al centro di un vivace dibattito, con il sindaco Achille Variati che aveva dichiarato di
essere, a livello personale, contrario al biotestamento. Nel frattempo, gli operatori del settore sottolineano
come la questione sia sempre più urgente. Secondo i dati degli uffici epidemiologici delle Usl della
provincia quest’anno, considerando anche i pazienti ricoverati in stato di coma vegetativo negli anni scorsi
e ancora vivi, ci sono 20 persone in questa condizione nell’ Usl 4 (Alto Vicentino), 8 nell’ Usl 6 (Vicenza),
19 di cui 3 in casa di familiari nell’Usl 3 (Bassano), infine 10 nell’Usl 5 (Arzignano), dati forniti dagli epidemiologi
delle aziende sanitarie Mario Saugo, Marisa Pachin, Marco Cristofoletti e Giovanni Ballestrin.
Mediamente in ogni Ulss ci sono dai 2 ai 5 nuovi casi all’anno. Facile intuire la spesa che ogni paziente
comporta alle Usl, considerando il caso dell’azienda sanitaria di Vicenza: per ogni malato in coma vegetativo
ricoverato al «Proti Salvi Trento», la struttura di lungodegenza, l’Usl 6 riceve un contributo
regionale di 154,94 euro al giorno, cui al settimo mese si aggiunge una quota di 23,24 euro al giorno a
carico della famiglia. «Abbiamo sempre più spesso situazioni di questo tipo – commenta Domenico
Mantoan, dg dell’Usl di Thiene – la decisione va presa. La strada del testamento biologico è assolutamente
da percorrere: sul “come”, la speranza è che la politica riesca a trovare una sintesi fra i valori cristiani e la
libertà delle persone a farsi curare». Su posizioni simili anche il dg di Bassano Valerio Alberti («Siamo
tendenzialmente favorevoli al testamento biologico e alla discussione, anche dopo aver visto la lacerazione
che si è avuta col caso Englaro») ed anche il dg Antonio Alessandri: «La mia posizione, a titolo personale, è
vicina al disegno di legge Calabrò». Sul testo, che vieta comunque la disposizione di non ricevere
alimentazione forzata, si ha sostanzialmente una richiesta unanime da tutti i dg. Ad Arzignano ci si spinge
più in là, con il dg che è favorevole anche alla disposizione sull’alimentazione forzata: «Purché – è
l’auspicio finale di Renzo Alessi – l’intervento del legislatore non irrigidisca troppo la questione, e lasci
spazio ai familiari».
Andrea Alba
Corriere Veneto http://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/politica/2009/7-dicembr…
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