ROMA – La scienza da una parte, la fede dall’ altra? Oppure la scienza e la fede «entrambe dono di Dio», per citare Giovanni Paolo II? Le parole del cardinale Christoph Schönborn tornano a far discutere di un problema antico, mai risolto fino in fondo. E gli scienziati italiani criticano le sue parole sul darwinismo.
IL CARDINALE – «L’ evoluzione nel senso di una comune discendenza – aveva scritto sul New York Times l’ arcivescovo di Vienna – può essere vera. Ma l’ evoluzione nel senso neodarwiniano, intesa cioè come un processo di variazione casuale e selezione materiale, non lo è». E ancora: «Un sistema di pensiero che neghi la palmare evidenza di un disegno biologico è ideologico, non scienza». Non la negazione delle teorie di Darwin, quindi, ma la convinzione che non può essere tutto lì. Dietro c’ è un disegno divino.
I CRITICI – «Stiamo tornando al Medioevo», sospira l’ astrofisica Margherita Hack: «Dio è stato inventato dall’ uomo per spiegare ciò che non riusciva a capire. Più la scienza va avanti, quindi, meno spazio c’ è per Dio. Ma siccome nessuno si vuole arrendere alla morte, ecco questa voglia di ficcare la religione ovunque. Io non credo, la fede è una cosa personale: ma non si può spiegare con la Bibbia quello che si spiega con gli esperimenti». «Il darwinismo – aggiunge il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini – è una visione limpida e accurata di quanto è successo nel mondo; una base formidabile, dimostrata più volte, per tanti progressi successivi. La mia speranza è che Benedetto XVI non segua questa linea. Ero una grande ammiratrice di Wojtyla: mi auguro che il nuovo Papa abbia la sua stessa prudenza». Chi teme invece un cambio di rotta è il fisico Giorgio Parisi, più volte candidato al Nobel: «Sono affermazioni – osserva – prive di contenuto scientifico e basate su convinzione religiose. Dopo Galileo la Chiesa sembrava aver imparato la lezione e si era attenuta a una linea di grande prudenza. Questo è un sorprendente passo indietro: se non dovesse essere una posizione isolata ma il segnale di un cambiamento di rotta, dovremo prendere atto che la Chiesa corre verso la rovina e il mondo verso un nuovo scontro fra fede e scienza».
D’ ACCORDO – Ma non tutti la pensano così. E’ il caso di Antonino Zichichi, direttore della Scuola internazionale di Fisica subnucleare di Erice: «Sono completamente d’ accordo – spiega – con il cardinale Schönborn. Quella di Darwin è una teoria affascinante ma non è scienza perché manca di due requisiti essenziali: l’ esistenza di una struttura matematica e la riproducibilità sperimentale. Bisogna distinguere: la scienza si occupa dell’ immanente, la fede del trascendente. Io credo ma non posso dimostrare l’ esistenza di Dio con una formula. Il punto è che nemmeno gli atei possono dimostrare scientificamente la non esistenza di Dio. A suo modo anche l’ ateismo è una religione: un atto di fede nel nulla».Lorenzo Salvia Le parole del cardinale L’ evoluzionenel sensodi una comune discendenza può essere vera, ma un sistema di pensiero che fondi tuttosul caso e neghiun disegnoè ideologia