Anche se la Chiesa chiede di vietarle?
«Non vedo qual è la meraviglia. Sono sempre stato favorevole a riconoscere gli stessi diritti a unioni di fatto tra persone che hanno scelto di vivere insieme, come me che sono sposato in municipio».
Nella battaglia anti-referendaria era stato accusato di aver tradito la sua laicità.
«Non sono responsabile delle stupidaggini che si dicono sul mio conto. Io sono un laico vero e ritengo che i Pacs siano un modo di ratificare una situazione di fatto. Non vedo perché queste coppie non debbano avere gli stessi diritti di quelle sposate».
Compresa la pensione di reversibilità?
«Non c’è dubbio. Anche se questo comporta un certo onere per lo Stato. Stessi diritti e stessi doveri. Se un giorno dovesse essere messa una assurda tassa sul matrimonio dovrebbero pagarla anche loro».
Dunque nessuna limitazione?
«Solo quelle previste dalla legge 40: niente figli con l’eterologa. E nemmeno adozioni. Almeno non senza consenso. Se vogliono adottare un diciannovenne con il suo parere favorevole facciano pure».
Pensa che quella di Ruini sia stata un’invasione di campo?
«Che la Chiesa dica che non le piacciono le coppie di fatto o che gli omosessuali hanno un comportamento disordinato, è un diritto che sono disposto a difendere con le molotov».
Anche se molti politici ne saranno influenzati?
«Questo fa parte delle cose e dello scontro culturale. E’ una posizione dignitosa. Ma è altrettanto giusto che se in uno stato laico una maggioranza è favorevole a legiferare in modo diverso debba poterlo fare».