Giochi di governo sulla pelle dei malati

 Si qualifica da sola l’affermazione del vice-ministro  alla Salute Fazio che ha liquidato il  mio sciopero della fame iniziato l’8 novembre  scorso a fianco dei malati di Sclerosi laterale  amiotrofica come un problema di perdita di qualche  chilo, una dieta insomma. Dal ministro della Salute  Sacconi, invece, un silenzio eloquente che significa  indifferenza, fastidio.

Il 6 novembre alcuni malati  di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica, appunto), Salvatore  Usala, Giorgio Pinna, Mauro Serra, Claudio Sabelli,  hanno intrapreso uno sciopero della fame. Come  già Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, hanno deciso  di lottare in prima persona, con gli strumenti della  nonviolenza. «Viviamo senza alcuna assistenza»,  hanno scritto in una lettera aperta. Stiamo parlando  di pazienti e di famiglie in situazioni spesso disperate,  senza aiuti economici adeguati o assistenza. E  sconcertante che il ministro della Salute e il suo vice-ministro, che tanto tempo trovano per ergersi a  difesa degli embrioni crioconservati in azoto liquido,  non trovino il tempo perché si completi l’iter che riguarda  i cosiddetti "Lea", cioé i Livelli essenziali di  assistenza, e con questi si aggiorni finalmente il Nomenclatore  degli ausili e delle protesi, fermo al 1999.  Ricordo gli obiettivi dell’iniziativa:1. rendere noto  l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel  2007 e nel 2008 per i «comunicatori», cioé macchine  di nuova generazione che consentono a soggetti con  compromissione della voce di comunicare; 2. rendere  operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza  protesica del nuovo Nomenclatore in modo  che sia garantita la fornitura adeguata ad ogni persona  con disabilità; 3. adottare le linee guida cui le  Regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza  domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi  laterale amiotrofica.  Giovedì scorso ho appreso che il ministero della  Salute, rispondendo a una mia precisa interrogazione,  ha detto il falso: ha infatti assicurato che la questione  dei nuovi Lea era approdata in sede di Conferenza  Stato-Regioni e attendeva che fossero espletati  gli adempimenti che a quella Conferenza spettano.  Non era vero. Il vice ministro Fazio in Consulta ha  infatti dichiarato: «Siamo molto vicini, all’invio dei  Lea alla Conferenza Stato-Regioni». Il contrario di  quanto scritto nella risposta del 20 ottobre. Il ministero,  insomma, ammette di non aver fatto nulla, e promette  di investire la Conferenza Stato e Regioni venerdì  13 o martedì 17. Venerdì e martedì sono passati.  Si continua a giocare con la pelle dei malati.  In questa nostra lotta si sono uniti circa 400 cittadini;  li ringrazio, e tra questi anche i colleghi parlamentari  Maurizio Turco e il direttore di Notizie Radicali  Valter Vecellio. È il modo, dandoci forza, di darsi forza.  

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