Galli: “Sulla morte della pecora Dolly non si è detta tutta la verità; a ucciderla fu un virus”

Sulla morte della pecora clonata Dolly ”non si e’ detta tutta la verita’. I risultati di molti studi pubblicati non sono stati diffusi: quasi nessuno, per esempio, sa che a stroncare Dolly fu un’infezione e non l’artrosi, e che le analisi condotte sul suo corpo smentirono l’ipotesi di un invecchiamento precoce”. A colorare di mistero la fine del primo animale ‘fotocopia’, creato nel 1996 dallo scienziato britannico Ian Wilmut e deceduto nel 2003, e’ il professor Cesare Galli, direttore del Laboratorio di tecnologie della riproduzone (Ltr) di Cremona. L’esperto, ‘papa” del toro Galileo, nel 2003 ha prodotto Prometea, primo cavallo clonato, oggi ha presentato Pieraz Cryozootech Stallion, copia di un cavallo campione. ”Dolly – ha ricordato Galli all’ADNKRONOS SALUTE – e’ morta per un virus che aveva infettato gli animali con cui viveva”. Ma non e’ tutto. ”L’autopsia ha dimostrato come, contrariamente a quanto e’ stato fatto credere, Dolly non presentasse alcuna lesione riconducibile alla vecchiaia precoce. Questi dati sono stati pubblicati, ma praticamente mai diffusi”, ha concluso il medico.