Onorevole Galan, si è mai fatto mai una canna? «Sì. Se non ricordo male a 25 anni e 40 anni e sono stato malissimo, ho vomitato. Quindi in base alla mia esperienza dovrei essere contrarissimo, ma dico basta con le ipocrisie. C’è una legge, la Fini-Giovanardi che proibisce ma non ha funzionato. Il tempo ti permette di vedere i risultati di questa legge e allora chiediamoci: si è ridotto l’uso e lo spaccio delle droghe leggere? No. Tutto ciò che è legato allo spaccio e all’uso delle droghe leggere è stato debellato? No. Allora cambiamola. I divieti non limitano, spesso incentivano. Sono diventato un fumatore perchè da ragazzino mi è stata vietato di fumare». Il senso di colpa per il peccato non evita di commettere il peccato».
Come dovrebbe essere cambiata la legge Fini-Giovanardi? C’è un modello adottato all’estero che le piace?
«Comincerei a ripristinare la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Non misi dica che non si può fare. Ricordo che prima si vendevano sigarette di alcune marche che avevano 14 milligrammi di catrame e 1,4 di nicotina: oggi sono vietate e hanno abbassato il limite di catrame e nicotina. Penso che in Italia si possa adottare il modello del Colorado con un limite di quantità legato al consumo personale. Questo permetterebbe ai delinquenti che spacciano droghe pesanti di essere perseguitati per bene dalla giustizia».
Secondo lei in Italia l’opinione pubblica è prevalentemente pronta alla liberalizzazione delle droghe leggere? «Si diceva che l’opinione pubblica non era pronta al divorzio e all’aborto e invece si è visto che era prontissima. Ora c’è chi dice che gli italiani non sono pronti alla liberalizzazione delle droghe leggere e all’unioni civili tra omosessuali. Se non lo sono, cosa cui non credo, si abitueranno. Non si tratta di arrivare al sistema dell’Olanda, però smettiamola con l’ipocrisia e il proibizionismo».
Il suo partito, Forza Italia, è fortemente contrario. «Nel mio partito sono tanti che la pensano come me».
Anche Berlusconi?
«Credo che sia contrario. Noi siamo cresciuti guardando chi fumava una foglia di marijuana come il partito comunista guardava l’unione tra Togliatti e Iotti. Il tempo passa e anche i costumi. Le dico che il numero di persone che ha provato a fumare una sigaretta non è tanto superiore a chi ha provato uno spinello. Certe volte penso che molte persone vivano in altro mondo. I proibizionisti pensano che i fumatori di cannabis siano una minoranza sparuta e pervertita. Si sbagliano di grosso».
Dunque lei è convinto che in Forza Italia molti sono contrari per una questione di ipocrisia elettorale: sostengono delle posizioni per compiacere l’elettorato di riferimento.
«Non è una questione di ipocrisia di tipo elettorale. In un grande partito devono per forza convivere posizioni fortemente diverse tra loro. Nel panorama internazionale esistono numerosi esempi. Nel partito repubblicano americano convivono conservatori e libertari. In Inghilterra, dentro il partito laburista, ci sono trotzkisti e Tony Blair. Tutti i più grandi partiti occidentali sono fatti così».
Su questi temi il Pd non ha le stesse differenze che ci sono in Forza Italia. «Quanto a divisioni il Pd è il primo della classe. In tema diritti civili sono note le posizioni estremamente divergenti sia all’interno del centrodestra sia all’interno del centrosinistra. Il confronto, se costruttivo, può portare a una sintesi trasversale, senza che prevalgano le posizioni più estreme. Quanto a Forza Italia, per fortuna i più bigotti hanno seguito Alfano. Ricordo quando Quagliariello in aula al Senato gridò “Eluana Englaro è stata assassinata”».