P.Pandolfi
L’invecchiamento dell’organismo non porta solamente problemi per le cellule, ma può nascondere segreti in grado di aprire la porta a nuove forme di trattamento contro il cancro. Sfruttando processi molecolari tipici dell’ età avanzata, si potrebbe infatti arrivare a ‘contenere lo sviluppo del tumore alla prostata e di altre forme tumorali molto diffuse. L’odierno numero di «Nature» riporta quattro contributi scientifici sull’ argomento (uno dei quali a firma del mio team di lavoro). Quando la cellula invecchia nel corso di un processo biologico definito senescenza cellulare, infatti. si può verificare un processo di “blocco‿ nella risposta delle unità maligne agli stimoli indotti dai fattori di crescita. Per cui le cellule cancerose. pur rimanendo vive, perdono una delle capacità che più le rende temibili, ovvero la possibilità di riprodursi molto più velocemente di quanto avviene naturalmente nelle cellule sane.
Se si riuscisse a stimolare e replicare questo meccanismo di difesa naturale del corpo umano, la ricerca compirebbe un importante passo avanti sul fronte della prevenzione e del trattamento dei rumori. Per comprendere questo meccanismo, la nostra équipe ha valutato in animali di laboratorio ciò che avviene nelle fasi iniziali di un tumore della prostata. e in particolare l’azione combinata di due antioncogeni piccole porzioni di Dna che riescono a frenare lo sviluppo del tumore. Il più noto è il gene P53 da tempo considerato come uno dei naturali “freni‿ all’azione degli oncogeni. che hanno invece il ruolo di favorire lo sviluppo tumorale. L’altra si chiama Pten e negli ultimi tempi ha assunto un grande valore scientifico legato alle ricerche che ne hanno dimostrato l’importanza, quando il gene è mutato, nel processo di sviluppo di diverse forme cancerose. Questo meccanismo biologico, come confermano le altre indagini pubblicate oggi su «Nature», non appare significativo solo nelle dinamiche molecolari che influenzano lo sviluppo delle cellule tumorali prostatiche, ma anche in altri tumori maligni. Da questa ricerca si aprono strade di estremo interesse pratico per il futuro, perché tra i diversi obiettivi della scienza si potrebbe puntare in terapia a elevare i livelli di questi geni protettivi. Grazie alla loro azione, si potrebbe in ultima analisi favorire questa sorta di “messa a riposo‿ delle cellule tumorali per arrivare a mantenere stabile, nelle sue fasi di esordio, il cancro della prostata. La ricerca dei meccanismi molecolari nella genesi e nello sviluppo delle cellule tumorali, le interferenze che in questo processo possono assumere gli oncogeni e gli antioncogeni e le mutazioni che possono interessare questi ultimi “inibitori‿ naturali del tumore rappresenta uno dei campi di massimo interesse per la scienza moderna. Solo pochi mesi fa è stato pubblicato su «Nature» un lavoro condono dalla mia equipe che ha portato all’individuazione del gene Pokemon. un nuovo oncogene riconosciuto come il responsabile principale della formazione e dello sviluppo delle cellule tumorali in tumori del sangue come i linfomi e neoplasie degli organi solidi. Si è dimostrato che, una volta neutralizzato e bloccato il gene, il processo tumorale si arresta completamente. Negli ultimi anni sono stati individuati molti geni che causano il cancro ma nessuno con le particolari caratteristiche di Pokemon. Infatti, se questo viene bloccato e tolto dalla cellula. si impedisce la funzione degli alti oncogeni coinvolti nel processo di trasformazione tumorale. L’implicazione terapeutica di questa osservazione e di molti alti studi in questo settore è sicuramente importante, perché quando si riuscirà a sviluppare un farmaco contro questo gene si potrà bloccare il processo tumorale.
Se si riuscisse a stimolare e replicare questo meccanismo di difesa naturale del corpo umano, la ricerca compirebbe un importante passo avanti sul fronte della prevenzione e del trattamento dei rumori. Per comprendere questo meccanismo, la nostra équipe ha valutato in animali di laboratorio ciò che avviene nelle fasi iniziali di un tumore della prostata. e in particolare l’azione combinata di due antioncogeni piccole porzioni di Dna che riescono a frenare lo sviluppo del tumore. Il più noto è il gene P53 da tempo considerato come uno dei naturali “freni‿ all’azione degli oncogeni. che hanno invece il ruolo di favorire lo sviluppo tumorale. L’altra si chiama Pten e negli ultimi tempi ha assunto un grande valore scientifico legato alle ricerche che ne hanno dimostrato l’importanza, quando il gene è mutato, nel processo di sviluppo di diverse forme cancerose. Questo meccanismo biologico, come confermano le altre indagini pubblicate oggi su «Nature», non appare significativo solo nelle dinamiche molecolari che influenzano lo sviluppo delle cellule tumorali prostatiche, ma anche in altri tumori maligni. Da questa ricerca si aprono strade di estremo interesse pratico per il futuro, perché tra i diversi obiettivi della scienza si potrebbe puntare in terapia a elevare i livelli di questi geni protettivi. Grazie alla loro azione, si potrebbe in ultima analisi favorire questa sorta di “messa a riposo‿ delle cellule tumorali per arrivare a mantenere stabile, nelle sue fasi di esordio, il cancro della prostata. La ricerca dei meccanismi molecolari nella genesi e nello sviluppo delle cellule tumorali, le interferenze che in questo processo possono assumere gli oncogeni e gli antioncogeni e le mutazioni che possono interessare questi ultimi “inibitori‿ naturali del tumore rappresenta uno dei campi di massimo interesse per la scienza moderna. Solo pochi mesi fa è stato pubblicato su «Nature» un lavoro condono dalla mia equipe che ha portato all’individuazione del gene Pokemon. un nuovo oncogene riconosciuto come il responsabile principale della formazione e dello sviluppo delle cellule tumorali in tumori del sangue come i linfomi e neoplasie degli organi solidi. Si è dimostrato che, una volta neutralizzato e bloccato il gene, il processo tumorale si arresta completamente. Negli ultimi anni sono stati individuati molti geni che causano il cancro ma nessuno con le particolari caratteristiche di Pokemon. Infatti, se questo viene bloccato e tolto dalla cellula. si impedisce la funzione degli alti oncogeni coinvolti nel processo di trasformazione tumorale. L’implicazione terapeutica di questa osservazione e di molti alti studi in questo settore è sicuramente importante, perché quando si riuscirà a sviluppare un farmaco contro questo gene si potrà bloccare il processo tumorale.