Fecondazione, la fatica di nascere

di Marzio Bartoloni
Meno figli in provetta: nascere con la procreazione assistita in Italia ora è più difficile.

A un anno dalla sua approvazione la contestata legge 40/2004 che ha fissato,tra mille polemiche, divieti e paletti stringenti sulle tecniche riduce le speranze di molte coppie in cerca di un tiglio: calano le gravidanze del 15%. Tanto da dimezzare, in alcuni centri, le attuali percentuali di successo; aumentano aborti e parti gemellari e diventa evidente la fuga dalla prove)la italiana. Dati raccolti da un’indagine de il Sole-24 Ore Sanità «arrivano da sei importanti strutture e riguardano il confronto tra il 2003 e il periodo da marzo 2004 (mese in cui è entrata in vigore la legge 40) a dicembre dello stesso anno. La percentuale di gravidanze,nei sei centri presi in esame,calcolate in base al numero di ovociti (le cellule uovo della donna) prelevati dalle pazienti parlano chiaro: nel 2003 era del 35.6%. nel corso del 2004 è invece calata a un più striminzito 21,5 per cento Come dire che, se prima nascevano 35 bimbi ogni 100 prelievi ovocitarì, ora ne nascono 21. Ora anche la riduzione dei cicli di procreazione assistita, termometro dell’accesso ai centri delle coppie: nel 2003 erano 2.418, in 10 mesi di applicazione della legge sono diventati1.746.«Perche rimanere in Italia si hiede Luca Gianaroli. Direttore scientifico Sismer di Bologna (Società italiana dì studi di medicina della riproduzione) se le possibilità di successo ora sono più basse? Otto milioni di italiani vivono in zone di confine, chi ha problemi è per l’estero», Intanto la legge 40/2004. che si avvia verso il referendum, attende ancora due provvedimenti attuativi: il decreto che istituisce il Registro nazionale dei centri di già partito procreazione assistita, atteso a breve, e le regole sul consenso informato. Marciano,infine, sempre più al rallentatore le proposte di modifica della legge 40. Attualmente all’esame del Senato.I dati mostrano un’evidente tendenza al calo delle nascite: al centro di biologia della riproduzione di Palermo e a quello Sismer di Bologna le percentuali di successo si sono praticamente dimezzate passando, rispettivamente, dal 3%,4% al 18.6% e dal 32,4 al 18,4 per cento. Un calo,questo, dovuto soprattutto al fatto che i due centri ricorreranno in modo ampio alla tecnica, ora vietata dalla legge, del congelamento degli
embrioni. Sorte simile per i tre centri Cecos (di Roma, Firenze e Bologna) che hanno avuto un deciso arretramento(dal 37,7 al 21.5%). Più leggero il calo al centro universitario dì medi Cina della riproduzione di Torino(dal 35,5 al 28.8 per cento). «E’ una conseguenza della norma che vieta dì produrre in vitro più dì tre embrioni e conseguentemente impone di utilizzare per la fertilizzazione solo tre ovociti», avverte Alberto Revelli responsabile del centro dì Torino,