Tra le motivazioni della scelta, il presidente nazionale del Movimento Carlo Costalli elenca “innanzi tutto il diritto alla vita è la prima e più elementare forma di democrazia” e “in secondo luogo, la vita e il suo inizio non possono essere decisi per convenzione o per legge: si tratta piuttosto di diritti ‘nativi’ derivanti dalla stessa legge naturale che lo Stato non può far altro che tutelare; non può né definirli né istituirli né tanto meno negarli”.
“Pur comprendendo il desiderio di maternità di molte donne – afferma -, giudichiamo indispensabile la salvaguardia e la promozione ad ogni livello (da quello legislativo fino ai risvolti economico-fiscali) della famiglia fondata sul matrimonio e riteniamo che, in questo contesto, il ricorso alla fecondazione eterologa possa provocare forti turbamenti dell’equilibrio tra i componenti della famiglia e conseguenze negative per la serenità della vita dei concepiti. Sarebbe molto meglio rendere più praticabile il ricorso all’adozione e all’affido” ha proseguito il presidente Mcl.
“Né ha fondamento il presentare come una battaglia fondamentalista e confessionale ciò che è, invece, un dibattito su questioni etiche che sono semplicemente civili ed essenzialmente umane. Si tratta delle difesa di principi costituzionalmente sanciti e non solo nell’interesse della Chiesa o della morale cattolica”.