FECONDAZIONE ASSISTITA, MARETTA NELLA MAGGIORANZA (Gazzetta di Parma)

<i>No all'emendamento Mussolini </i>

<b>2 Ottobre 2003</b> – ROMA – Le fibrillazioni della maggioranza si addensano anche sulla legge per la fecondazione assistita.

Ieri il ddl si è colorato di giallo: all'inizio della mattinata, infatti, si è diffusa la voce che An e Udc avessero concordato una sostanziale modifica al comma 3 dell'articolo 6 del ddl 1514 sulla fecondazione assistita, dall'altro ieri in discussione al Senato. La donna avrebbe potuto revocare l'autorizzazione all'impianto di un embrione qualora questo fosse affetto da particolari malattie o malformazioni.
L'emendamento, voluto fortemente da Alessandra Mussolini di An, sarebbe stato messo a punto dopo l'intesa raggiunta dal vicepremier Fini e dal ministro centrista Buttiglione. Lo stesso Buttiglione, però, ha smentito l'intesa affermando che «non si possono dare assensi leggermente su materie tali».

La riserva di giudizio espressa da Buttiglione sulla «proposta Mussolini» che vuole inserire nel ddl la possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto – proposta appoggiata anche dal centrosinistra – ha trovato conferma nella presa di posizione della responsabile Udc per la Famiglia, Olimpia Tarzia. Anche il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanità, ha auspicato una retromarcia di An.

In serata, è stato quindi il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, ad assicurare che «dopo aver approfondito la proposta dell'onorevole Mussolini, il gruppo di An al Senato non presenterà alcun emendamento».

Ma le parlamentari Ds – che hanno già raccolto 50mila firme affinché al Senato si modifichi questa legge «punitiva».

<i>Mariella Lestingi</i>