EURISPES: SCOLLAMENTO TRA MORALE COMUNE E DETTAMI DELLA CHIESA (Il Gazzettino)

<b>24 Maggio 2003</b> – ROMA – Gli italiani non sono contro l'aborto o a sfavore delle tecniche di fecondazione artificiale: nonostante la dura presa di posizione del Pontefice, da uno studio dell'Eurispes emerge che il 63,8% degli intervistati ritiene che la legge 194 abbia sancito il diritto a mettere al mondo i figli in maniera cosciente e responsabile e che, dunque, rappresenti una conquista civile per il nostro Paese. Allo stesso modo i due terzi del campione (69,1%) ritiene legittimo utilizzare la fecondazione assistita. I dati, osserva lo stesso istituto evidenziano quindi un Paese profondamente secolarizzato, dove tuttavia più di otto italiani su dieci versano l'8 per mille dell'Irpef alla Chiesa cattolica e circa il 90% degli studenti delle superiori opta per l'ora di religione? «Esiste uno scollamento profondo – dichiara il presidente dell'Eurispes prof. Gian Maria Fara – tra la morale familiare comune e i dettami della Chiesa cattolica. Le cause sono note: il dispiegarsi pieno dei processi di laicizzazione e il primato del modello consumistico. Inoltre ritengo che se la Chiesa, vuole veicolare meglio il proprio messaggio, probabilmente – prosegue Fara – deve anche iniziare a modificare il modello e le strategie della propria comunicazione. Forse, la Chiesa negli ultimi 20 anni si è affidata unicamente al carisma e alle doti di grande comunicatore del Pontefice. Mentre non vi è stato un potenziamento analogo delle capacità di diffusione della dottrina cattolica da parte del clero di base». Il 69% delle donne e il 69,1% degli uomini ritiene legittimo che una coppia sterile ricorra alla fecondazione artificiale. Al Sud, nelle Isole e nel Nord-Ovest, la percentuale è più elevata della media. Esprime un parere favorevole la stragrande maggioranza degli isolani: il 72,1%, seguiti dai cittadini del Nord-Ovest (69,5%) e del Sud (69,3%).

Gli intervistati del Centro si distinguono per una maggiore presenza di opinioni negative, espresse dal 27,7%. Il ricorso, da parte di una coppia sterile, a tecniche di riproduzione assistita è ritenuto legittimo dalla maggioranza degli intervistati, indipendentemente dall'orientamento politico. I giudizi favorevoli superano ampiamente le opinioni contrarie soprattutto tra gli intervistati di Sinistra e Centro-Sinistra, con percentuali superiori al 73%, seguiti dai cittadini politicamente orientati verso il Centro-Destra (69,9%) e Destra (68,2%). La fecondazione eterologa, ovvero il ricorso, da parte della coppia sterile, a un donatore o una donatrice esterna, riceve una percentuale di consenso decisamente minore. Prevalgono, infatti, le opinioni negative, espresse dal 46,9% degli intervistati, e aumenta la percentuale di mancate risposte, dal 4,6% al 9,3%. Coloro che considerano la fecondazione eterologa legittima sono il 43,8%. Il ricorso ad un donatore esterno vede invece contrari la maggioranza degli intervistati in quasi tutte le aree geografiche. Il ricorso ad un donatore esterno è ritenuto illegittimo dalla maggioranza degli intervistati politicamente orientati al Centro-Destra, tra i quali i giudizi contrari superano il 50%, seguiti dagli intervistati di Centro-Sinistra (49,7%) e di Centro (49,6%).

Secondo la maggioranza degli intervistati di Sinistra e Destra, invece, il ricorso ad un donatore esterno è legittimo: le opinioni contrarie scendono infatti rispettivamente al 39,7% e al 44,3%. Infine l'Eurispes ha domandato agli intervistati quale fosse la loro opinione sulla cosiddetta