La probabile proroga del referendum per l’abrogazione della Legge 40 e l’appello all’astensionismo della Conferenza Episcopale Italiana (per bocca del suo presidente Ruini) mettono in luce ancora una volta la debolezza delle istituzioni repubblicane nel difendere un’idea forte di laicità dello Stato. Quella idea, a ben vedere, ha cominciato a perdere consistenza sin dalla firma dei Patti Lateranensi, per trasformarsi nel periodo postbellico in una sorta di laicità leggera, garantita sì a livello formale, ma non concretizzata pienamente nella pratiche istituzionali quotidiane.
In questi ultimi anni il problema si è imposto con forza – non solo in Italia – anche e soprattutto per via dell’acceso dibattito sull’integrazione di cittadini musulmani in Europa. I dubbi espressi da un cittadino italiano di fede musulmana sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici (come scuole, tribunali, ospedali) ha spinto a schierarsi dalla parte della “tradizione
Etsi Deus non daretur
Mario Pireddu
Intervento. Laicismo tra Europa e Italia. Dalla procreazione assistita alla ricerca sulle staminali passando per il velo