Ecco Pieraz, il campione clonato

È maschio, ha il pelo marrone e si chiama Pieraz. È il primo puledro nato per clonazione e derivato da un campione dei circuiti internazionali. Lo hanno presentato giovedì 14 aprile a Cremona i genetisti del Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) di Cremona che insieme ad alcuni colleghi francesi sono riusciti nell’impresa. A presentarlo il direttore del centro associato all’Istituto Lazzaro Spallanzani, Cesare Galli, che nel 1999 aveva prodotto il primo toro fotocopia, Galileo, e nel 2003 ha ripetuto l’impresa facendo nascere la cavallina Prometea.

Pieraz Cryozootech Stallion, questo il nome del puledro per esteso, è stato partorito il 25 febbraio da Pioggia, cavalla di razza avellinese delle scuderie di Galli. Alla nascita pesava 42 chilogrammi. È stato creato partendo dalle cellule prelevate dalla pelle del suo originale, che si chiama anche lui “Pieraz e vive negli Usa”, ha spiegato Galli. Ora, il cavallo replicato, è in pensione, ma vanta una carriera di tutto rispetto: “Nel 1994 e nel 1996 è stato due volte campione del mondo nella sua categoria, la corsa endurance. Ed essendo castrato per motivi agonistici, come tutti i cavalli campioni, non poteva riprodursi per vie naturali”. Pieraz II è il frutto della collaborazione con l’azienda francese Cryozootech (Ciz), che ha messo a disposizione del laboratorio di Galli le cellule necessarie alla clonazione. Sul costo dell’operazione lo specialista vuole mantenere il riserbo. Ma è certo che nel destino del piccolo Pieraz non ci saranno né corse né medaglie: “L’animale non è stato prodotto per fini sportivi, bensì per migliorare la specie”.

I cavalli campioni sono infatti “gli esemplari migliori”, ha sottolineato Galli. E non potendo fare figli perchè castrati, la clonazione è “l’unico modo per avere la speranza di tramandarne la perfezione genetica”. L’azienda francese, quindi, utilizzerà Pieraz II “per scopi riproduttivi”. Anche perchè non è detto che il clone di un cavallo campione sia capace delle stesse performance atletiche del suo originale. “Per diventare un campione le caratteristiche genetiche non sarebbero sufficienti – ha infatti puntualizzato l’esperto – Pesano molto l’ambiente, l’alimentazione e il tipo di allenamento”. Oggi a Cremona c’era anche Prometea, il primo cavallo al mondo clonato e partorito dal suo originale Stella Cometa. La puledrina, di razza avelliniese, marrone con una macchia bianca a forma di stella sulla fronte, compirà due anni il prossimo 28 maggio. “Ed è in condizioni fisiche perfette”, ha assicurato Galli, esibendola ai giornalisti.

“Tenendo conto che la vita media di un cavallo si aggira intorno ai 15-18 anni, è presto per dire che Prometea non avrà alcun problema di salute – ha ammesso l’esperto – Ma siamo più che ottimisti, considerando che finora non ha avuto mai bisogno di un solo farmaco”. Non è la prima volta che Galli produce una copia di cavallo campione. Il primo esemplare era nato a settembre, ma era morto due giorni dopo a causa di un’infezione. “E gli esperimenti continuano, anche se per quest’anno non ce ne sono in programma altri”, ha concluso.