Il dibattito su valori e laicismo ha origini lontane, ma è ripartito con intensità nei mesi della campagna referendaria sulla fecondazione assistita. A maggio il presidente delle Cei Camillo Ruini si è pronunciato per l’astensione al referendum. A fine mese il Papa, fin lì silente, è intervenuto in modo sufficientemente chiaro, pur senza pronunciare apertamente la parola «astensione». Una posizione confermata dal presidente della Coi, Ruini: «Non votare non è una scelta di disimpegno». lì fronte del voto, capeggiato dai radicali, ha accusato la Chiesa di «ingerenza sistematica». Da allora via via le frizioni si sono moltiplicate e hanno investito temi diversi, dai finanzia menti alle scuole cattoliche alla disponibilità, espressa da Romano Prodi, ad assicurare uno status giuridico pubblico alle coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali, lì no ai Pacs pronunciato da Ruini, il decreto del governo che esenta le scuole cattoliche dal pagamento dell’Ici, i fischiai presidente della Cei a Siena, con la conseguente spaccatura nell’unione, sono solo gli ultimi temi di un confronto segnato da pregiudizi, e anche incomprensioni. Abbiamo chiamato a intervenire due leader della sinistra radicale.
Dopo i fischi al cardinale
Dibattito a sinistra