Dat: primo ok a scrutinio segreto

Avvenire

Buon avvio alla Camera delle votazioni sull’articolo uno del fine vita: una ampia maggioranza trasversale (317 contrari e 212 favorevoli e 15 astenuti) boccia un emendamento dei radicali in uno scrutinio segreto. Intanto il neosegretario del Pdl, Agelino Alfano sottolinea: "Il testo rappresenta la giusta mediazione tra le idee dei laici e dei cattolici. È stato fatto un buon lavoro, pensiamo che non dobbiamo essere noi a dare o a togliere la vita". Lo scrutinio segreto è stato chiesto dal Pd, e considerato ammissibile per il primo articolo dal presidente Gianfranco Fini. In precedenza, nel dibattito sul complesso delle modifiche proposte all’articolo 1, il relatore Domenico Di Virgilio e per il governo il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, hanno dato parere favorevole solo a due emendamenti, uno del presidente della commissione Affari sociali Giuseppe Palumbo, e un altro degli udc Marco Calgaro e Paola Binetti. Il primo abolisce una ripetizione di alcuni termini e l’altro elimina nel comma relativo al divieto di accanimento terapeutico, cioè di trattamenti straordinari non proporzionati rispetto alle condizioni cliniche del paziente, il termine "non efficaci e non tecnicamente adeguati". La Binetti ha riferito di aver ritirato gli emendamenti che non hanno incontrato il consenso del relatore, "volendo fare della volontà di collaborazione il crisma della legge". A proposito della platea a cui la legge si applica, la deputata centrista ha osservato che le proposte emendative "circoscrivendo il numero dei pazienti a cui si applica", fanno sì che non si possa considerare "un provvedimento intrusivo". "Gli atti con i quali si rinuncia ad una terapia salvavita sono personalissimi ha aggiunto per l’Udc Rocco Buttiglione – e non delegabili attraverso le dichiarazioni anticipate di trattamento". "Il primo articolo – ha sostenuto la Roccella interevenendo per il governo – propone una serie di principi condivisibili a partire dal consenso informato che deve essere normato perchè l’Italia è una delle poche nazioni che non lo ha normato".
Rispondendo ai colleghi di partito Antonio Martino e Giuseppe Calderisi che avevano espresso critiche al testo in discussione, il pidiellino Gabriele Toccafondi li ha accusati di "poco realismo e molta ideologia". L alternativa a questa legge, ha aggiunto "è l’anarchia delle sentenze come quella che ha portato alla morte Eluana Englaro, desumendo arbitrariamente la sua volontà dagli stili di vita". Il Pd per bocca di Margherita Miotto si è schierato a favore dei 12 emendamenti radicali, che a suo dire farebbero riferimento al codice deontologico dei medici. La esponente del Pd, componente della competente commissione Affari sociali, ha corretto in parte un intervento di Pierluigi Castagnetti, che pur criticando la sentenza che ha consentito il protocollo all’origine della morte Eluana, ha espresso la convinzione che una legge in tale materia finisca per essere "invasiva ed ingiusta". L’ex segretario del Ppi comunque ha anticipato l’astensione su tutti gli emendamenti e voto contrario a tutti gli articoli. "Una legge disumana", ha asserito Livia Turco. Per la Lega, Laura Molteni ha osservato che il testo blocca "derive eutanasiche" sia passive che attive. E Alessandro Polledri ha ribadito, richiamando la Costituzione, che "la salute è un bene tutelato dalla Repubblica". Lesame del provvedimento riprende oggi alle 10.

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