D ‘Alema: procreazione l’astensione è legittima

In attesa che sia resa nota la data deireferendum,probabilmente dopo le elezioni regionali del 3e 4 aprile, prosegue il dibattito politico tra i Poli sul voto pro o contro la fecondazione assistita. Dopo i rinnovati appelli delle chiese ecclesiastiche all’astensione, Massimo D’Alema presidente Ds, ha l’riconosciuto che «astenersi è posizione legittima,come votare sì o no. E’ una terza scelta, ha spiegato l’ex premier nella puntata di ieri di Porta a Porta, «che i costituzionalisti hanno previsto».
L’appello del cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, quindi, non è sbagliato a priori, «ma consiglierei alla Cei una maggiore prudenza e una fiducia nel buon senso dei cattolici italiani», ha commentato D’Alema, «siamo un grande Paese civile e il peso di queste direttive della Cei sul referendum rivelano nervosismo».

Quanto alla data, «se uno punta a un voto consapevole deve battersi perché il voto sia presto, altrimenti il suo atteggiamento è discutibile». L’apertura all’astensionismo di D’Alema non è piaciuta a Barbara Pollastrini, coordinatrice delle donne Ds, che ha avvertito che «la crociata astensionista su questo referendum mi comunica un senso di cinismo e di profonda sfiducia nelle persone. Certo, esiste la possibilità dell’astensione. Ma su referendum che riguardano una materia delicata e scelte intime di donne e di uomini una classe dirigente saggia e responsabile ha il dover e di favorire la più larga partecipazione al voto».

Anche Paolo Cento, coordinatore dei verdi, davanti ai sempre più numerosi appelli all’astensione provenienti anche dai centristi dell’Unione, ha chiarito che «non c’è nessuno scandalo se non si vota». Ma ha avvertito Roberto Villetti vice presidente dello Sdi, il governo «non si allinei alla Chiesa», cercando di «favorire attraverso la fissazione di questa o quell’ altra data, il mancato raggiungimento del quorum». Sarebbe meglio «fissarlo entro maggio».

Rifondazione comunista chiede che sia il 29 maggio così da riuscire a cancellare quella che per Erminia Emprin, responsabile Stato sociale dì Rifondazione, «è una legge persecutoria, nemica delle donne e della speranza di cura con cui milioni di persone guardano al progresso della ricerca».

Alessandra Mussolini andrà a votare i referendum. E’ stata la stessa leader di Alternativa sociale a dirlo intervistata da Radio Radicale. «Io andrò a votare perché è una brutta legge», ha spiegato, «anche se avrei preferito migliorarla in Parlamento».Dal centrodestra, Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa di An, ha apprezzato l’intervento dì D’Alema «che sconfessa i pasdaran referendari del suo partito». Il presidente Ds quando «si esprime su argomenti chenon gli competono sull’atteggiamento della Cei e dispensa consigli che avrebbe fatto bene a risparmiarsi». Francesco Giro responsabile nazionale di Fi per il mondo cattolico ha ammonito D’Alema: «lasci stare la Cei. Parlare di propaganda non solo è offensivo ma fuori luogo perché la Chiesa non poteva restare indifferente di fronte alla deriva materialistica e antiumanistica che esprime il movimento referendario».