Cure palliative: strada in discesa verso il voto A colloquio con il relatore Palumbo: «In Aula a meta marzo. Difficile l’iter del biotestamento»

Paola Alagia

Tra cure palliativo e biotestamento, la commissione Affari sociali della Camera avrà un bel da fare in questa settimana. Ma se il disegno di legge sull’accesso ai farmaci antidolore ha, ormai, davanti a sé un percorso in discesa, lo stesso non può dirsi sul testamento biologico. Proprio oggi il confronto riparte dall’articolo tre e, quindi, «da quello che è il nodo più delicato della legge», come ha sottolineato Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione. Da relatore del testo sulle cure palliative è fiducioso, invece, che la legge «già in questi giorni sarà inviata alle commissioni e dopo il loro parere, nella seconda settimana di marzo – ha annunciato alla Discussione – potrebbe arrivare in Aula». Proprio perché non ci saranno emendamenti «il testo si può votare nell’arco di una giornata».

Insomma, anche lui, come Domenico Di Virgilio, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, ritiene possibile una calendarizzazione del provvedimento prima delle elezioni regionali. Palumbo, però, coltiva meno speranze sul biotestamento: «E un percorso non facile. Al momento si sta cercando una mediazione sull’emendamento Di Virgilio (sospensione di idratazione e alimentazione artificiali nei casi in cui non risultano più efficaci, ndr). È un punto centrale, lo scoglio più difficile da superare dell’intero provvedimento. Dal mio punto di vista – ha aggiunto sono favorevole a questa riformulazione perché se è vero che idratazione e alimentazione non sono terapie, ma sostegni vitali, è anche vero che vengono somministrate nell`ambito di un’assistenza terapeutica globale. Se non sortiscono effetti, dunque, potrebbero profilarsi come un accanimento terapeutico».

Di fronte a un’opposizione che rimane arroccata nelle sue posizioni, il parlamentare del Pdl auspica «che si possa, invece, creare un clima di dibattito nell`interesse di tutti coloro che potrebbero beneficiare di una regolamentazione legislativa sul fine vita». Se, poi, gli emendamenti del centrosinistra sono stati in gran parte respinti dalla maggioranza «non è certo una questione ideologica, come dimostra, appunto, l’accoglimento della proposta di Livia Turco in merito al primo articolo del testo («il paziente affetto da dolore acuto persistente o cronico ha diritto a essere protetto con un`adeguata terapia contro il dolore», ndr). Un emendamento coerente, tra l`altro, con il nostro lavoro sulle cure palliative». Anche se il ministro Sacconi si è detto convinto che entro l`estate il biotestamento sarà legge, Giuseppe Palumbo preferisce non sbilanciarsi in previsioni: «Il problema vero non sono i tempi, ma riuscire a portare il testo in Aula con un accordo dì massima. Questo sarebbe sì un grande risultato».

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