Roma – Nessun miglioramento evidente per i pazienti sottoposti a Brescia alla terapia Stamina. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nell’annunciare lo stop alla sperimentazione del metodo messo a punto dalla Stamina Foundation presieduta da Davide Vannoni, aveva pure precisato che il ministero stava monitorando i casi seguiti dagli Spedali Civili di Brescia. Qui a 36 bimbi ammalati viene somministratala terapia Stamina imposta da altrettante sentenze di diversi giudici. Ma, assicura la Lorenzin, «dall’esame delle cartelle cliniche dei pazienti non è risultato nessun tipo di miglioramento dal punto di vista medico e scientifico». La Lorenzin spiega di aver anche visto «filmati dei bambini in cura che hanno miglioramenti ma non abbiamo elementi per pensare che sia davvero così».
Il ministro assicura che se anche ci fosse stato «un solo appiglio» la sperimentazione sarebbe stata fatta ma, conclude «purtroppo non è così, occorre confrontarsi sui dati e nel caso di Stamina non c’ è mai stata una pubblicazione».A sostegno della scelta di non procedere con la sperimentazione anche il parere della senatrice, Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’Università di Milano, decisa ad avviare un’indagine conoscitiva e ad istituire una Commissione Parlamentare di inchiesta per capire come sia stato possibile ignorare il blocco della terapia ordinato dall’Aifa dopo un’ispezione dei Nas illudendo i malati. Indagine chiesta anche dall’Associazione Luca Coscioni.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.