Condom al liceo, attesa e imbarazzo

Maria Rosaria Spadaccino

Non è stata una giornata scolastica come tante, quella di ieri, per il liceo scientifico Keplero, quartiere Marconi, a pochi metri dal Lungotevere. «Scusi preside, a che piano li posizioniamo?», chiede uno dei responsabili dell`installazione dei distributori di condom ad Antonio Panaccione, dirigente scolastico dell’istituto. «Quattro qui al 3°e 4°piano, gli altri due in succursale», risponde. I distributori dovrebbero arrivare oggi. E il preside non nasconde la soddisfazione, «perché come tutte le iniziative di questa scuola partono dal basso verso l’alto, nell’interesse dei ragazzi».

Sono i primi a Roma quelli del Keplero ad installare macchinette per i preservativi E il debutto provoca l’interesse di stampa e politica, un successo per una scuola che ha puntato molto, «su un progetto globale di sostegno all`identità della persona», racconta Francesca Dainelli, professoressa di Italiano e Latino. Si, perché l’iniziativa votata all’unanimità dal Consiglio d`istituto lo scorso ii febbraio, dopo essere stata richiesta e approvata dall’assemblea degli studenti, rientra nel programma di Educazione alla salute, guidato dal professor Roberto Casalini (Scienze), che su richiesta degli studenti ha recepito una mozione approvata lo scorso giugno dalla Provincia di Roma.

La novità rende l’aria frizzante, dal mattino squilla il telefono della scuola, i collaboratori della presidenza rispondono a molte telefonate, gli operatori scolastici smistano giornalisti e telecamere. La maggior parte dei ragazzi, soprattutto i più giovani quelli del biennio, rispondono con un sorriso alla consegna del silenzio suggerita dai professori. «Sui preservativi? Non so che dire», dice qualcuno. «Ma non ne capisco la necessità a scuola», risponde una brunetta del primo anno, 14 anni. Sorride imbarazzata la sua compagna di classe, il viso giovanissimo vagamente esotico, incorniciato da un velo, che tradisce la diversa provenienza religiosa e culturale. «Non ho nulla da dire- Non posso rispondere», sussurra la studentessa. Ma la maggior parte parla con quell’ironia spaccona dell’adolescenza, su un tema che evidentemente imbarazza. «Ma veramente si possono prendere anche fuori.- afferma Federico 17 anni – Abbiamo la farmacia davanti all`ingresso. Costano di meno? Ah, sì? Non lo sapevo, questo è interessante».

Tra i professori che hanno votato a favore dell’istallazione c’è anche quello di di religione: Genesio Petrucci, 34 anni «E un progetto completo di educazione alla responsabilità, di cui l’istallazione delle macchine è la parte meno importante, più rilevanti sono i corsi che i ragazzi potranno seguire». L’iniziativa ha provocato forti reazioni, soprattutto politiche. «Non può essere questa la risposta, serve un progetto integrato di educazione e formazione», commenta Renata Polverini, candidata del centrodestra alla Regione Lazio. Per Gianluca Peciola (Sei), consigliere provinciale primo firmatario della mozione: «il valore del progetto viene dal fatto che è accompagnato da corsi di educazione alla salute». Contrario il Movimento italiano Genitori, «da scuola non è il luogo adatto, è una soluzione strumentale». Il progetto non ha convinto Mario Rusconi, vicepresidente dell’associazione presidi «Mi pare un`iniziativa mediatica. I distributori sono in ogni angolo di Roma, non c’è bisogno dei bagni delle scuole, i problemi della scuola sono altri: le risorse che vengono tagliate e gli studenti sempre più impreparati».

I precedenti
ROMA Al liceo francese Chateaubriand dal 2001 è possibile acquistare i profilattici in istituto. lo ricorda l’Unione degli Studenti sottolineando che «la notizia dei condom a scuola fa scalpore solo in Italia. In Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Norvegia, Svezia ci sono già i condom in vendita al liceo».
TORINO Nel 1997 il liceo scientifico torinese «Giordano Bruno», estrema periferia nord della città sabauda all’imbocco dell’autostrada per Milano, fece istallare un distributore di preservativi nella toilette della scuola.

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